sabato 22 luglio 2023

 

A SIRACUSA DOPO IL BALLOTTAGGIO

LA PROPAGANDA ELETTORALE È FINITA, ADESSO CI SONO SOLO I PROBLEMI

 

La lunga battaglia elettorale per la elezione del sindaco di Siracusa si è finalmente conclusa e l’augurio che ci facciamo noi cittadini è quello che si passi, al più presto, alla fase operativa per affrontare i gravi problemi comunali e si mettano da parte le diatribe ed i rancori.

Poiché i ricordi e le azioni del passato sono importanti, anche in politica, è opportuno fare un passo indietro.

Il sindaco rieletto, Francesco Italia, è stato tacciato di essere il sindaco del Tar, a causa dei presunti brogli elettorali e di non essersi dimesso dopo lo scioglimento del consiglio comunale.

Mentre ci auguriamo che il nuovo confronto fra tutte le forze politiche si sviluppi sui problemi reali ed importanti che assillano la nostra città, non possiamo non chiarire brevemente quanto successo.

Mi sforzo di farlo in questo articolo perché non più, per mia scelta, soggetto attivo dell’agone politico e non più persona che privilegi uno schieramento rispetto ad un altro.

I brogli elettorali successi in alcune sezioni sono solo il frutto dell’ignoranza dei componenti i seggi elettorali che pensano solo di guadagnarsi il gettone di presenza elettorale senza capire il tipo di lavoro che devono svolgere né la sua importanza giuridica.

Né chi perde le elezioni e né chi le vince sono responsabili di ciò che succede nei seggi tranne che non ci siano stati atti di natura penale da parte dei contendenti cosa che, per Siracusa, non solo non é emersa, ma nessuna azione penale è stata messa in atto dalla magistratura.

Sulle dimissioni richieste al sindaco dobbiamo dire che la normativa regionale non le prevedeva così come nessuno avrebbe previsto la dabbenaggine di un consiglio comunale che, non approvando il bilancio, si autoesclude dalla gestione della cosa pubblica dopo pochi mesi. Esempio lampante dell’ignoranza giuridica dei consiglieri eletti non volendo pensare all’eventuale mala fede di chi li ha consigliati

Quindi finiamola con questa tiritela che nuoce solo alla città.

Come ho avuto modo di scrivere in altre occasioni, sarebbe utile che la regione istituisse gli albi comunali degli scrutatori il cui accesso dovrebbe essere subordinato al superamento di appositi corsi di formazione. Ciò a garanzia dell’esito del voto rispondente alla volontà degli elettori, assicurerebbe tutti candidati della correttezza giuridica degli atti e permetterebbe maggiore garanzia agli stessi operatori dei seggi lasciati spesso allo sbando.

Questa campagna elettorale per la elezione del sindaco e del consiglio comunale è stata strana nella scelta dei candidati, nelle alleanze, nei comportamenti dei soggetti politici, nella propaganda e nei risultati finali.

Il centro destra era con il vento elettorale in poppa ed ha sciupato il vantaggio nel lungo tempo impiegato per far quadrare gli equilibri all’interno dei vari gruppi belligeranti e nella scelta di un candidato persona per bene, ma  modesto sul piano politico e con poco carisma necessario per elevarlo a punto di aggregazione e di riferimento.

Se a questo si aggiungono le defezioni quali conseguenza dei riflessi delle non candidature era facile prevedere un bis simile alle precedenti elezioni comunali affrontate dal centro destra a Siracusa.

Si vince il primo turno e si perde il ballottaggio nel momento in cui il confronto diventa meno politico e più personale.

Il centro destra, così come il centro sinistra, hanno commesso un altro grave errore di strategia politica. Si punta a molte liste civiche convinti di portare più consensi ai candidati sindaci visto che si usa poco il voto disgiunto, pagando poi lo scotto più ampio in fase di ballottaggio.

Non tengono conto della difficoltà di molte liste a superare il 5% per potere ottenere dei consiglieri comunali, così come è avvenuto, che poi genera il disinteresse di tutti i candidati non eletti rispetto al ballottaggio del sindaco. Quindi sarebbe meglio avere poche liste, ma con candidati forti evitando anche lo squallido spettacolo di candidati con zero voti, di liste incomplete e di accordi di apparentamenti che fanno venire l’orticaria.

Adesso il sindaco eletto deve lavorare nell’interesse di tutti i cittadini tenendo presenti alcune cose importanti.

La prima è che deve prendere atto di non avere, a tutt’oggi, la maggioranza in consiglio comunale per cui deve cercare il coinvolgimento dei consiglieri anche se, a mio parere, questa situazione durerà poco perché molti consiglieri, per convinzione o per interesse, cercheranno spazi all’interno della maggioranza.

Il sindaco però deve convincersi che l’aureo isolamento con la propria corte di adepti è finito e deve, nei fatti, essere il sindaco di tutti uscendo dalle stanze comunali e colloquiando con i cittadini.

Un cambio di passo e di strategia anche per lui perché il tipo di gestione senza controlli politici e senza aperture alla città sarà solo un ricordo più o meno bello, ma non conducente né politicamente né amministrativamente.             (Pubblicato su Timeout del 1 luglio 2023

Pippo Bufardeci

 

 

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