domenica 1 giugno 2014
BALLOTTAGGIO PER IL SINDACO DI PACHINO, FERRARA E BRUNO RIPARTONO ALLA PARI
giovedì 3 marzo 2011
AEROPORTO DI PACHINO, UN MURO PER RICORDO

Durante la seconda guerra mondiale anche Pachino aveva il suo aeroporto e sorgeva nella zona pianeggiante detta Pianetti o “Quattrumura” sulla strada che, uscendo dal lato ovest del paese conduce fino alla vicina Ispica.
Vi era allocata una base che comprendeva dei militari, soprattutto riservisti, e pochi aerei veri perché gli altri erano di cartone colorato e mimetizzato.
Lo scopo dell'aeroporto, anche se era adatto per eventuali atterraggi di emergenza, non era quello di partecipare attivamente alle operazioni belliche, ma di proteggere il vero e più importante aeroporto militare che si trovava allocato a Comiso.
Era quello che potremmo definire uno specchietto per le allodole.
Difatti, in un periodo di aviazione pioneristica, senza strumenti sofisticati a bordo, il volo avveniva con avvistamento ad occhio umano ed il nemico, non avendo mappe idonee ed aggiornate, poteva facilmente confondere un posto con un altro.
Ecco, l'aeroporto di Pachino, aveva la funzione di far confondere i piloti nemici per cui sarebbe stato eventualmente bombardato senza tante conseguenze al posto del vero aeroporto militarmente importante che era Comiso.
E di bombardamenti sbagliati ve ne furono parecchi.
Che questi errori succedessero con una disarmante normalità è testimoniato da molta documentazione e scritti di ex piloti di quel periodo storico che vedeva, soprattutto in Italia, i primi passi dell’Arma aeronautica utilizzata in azioni militari dentro e fuori i confini del nostro Paese.
Per fermarci a quanto descritto nei suoi ricordi, ne abbiamo ampia testimonianza, nel libro di memorie del generale Corrado Deodato, eroe pachinese dell’aviazione militare italiana durante la costituzione della stessa e nelle numerose missioni che contraddistinsero il suo coraggio e la sua capacità militare nel corso della seconda guerra mondiale che lo videro protagonista.
L’aeroporto militare che sorgeva a Pachino aveva anche lo scopo, tutto frutto della propaganda fascista, di dimostrare, ai ricognitori nemici, la potenza militare italiana in quanto oltre agli aerei finti, vi erano anche cannoni, carri armati ed altre bocche di fuoco che non avrebbero spaventato nessuno perché finte, ma viste dai binocoli del nemico davano la sensazione di un armamentario devastante.
A dimostrazione di ciò vi è un fatto molto emblematico e storicamente verificatesi, riportato anche nel libro di Alfio
Scuderi, “ 45 giorni di guerra in Sicilia “ dove alla pagina 102, testualmente scrive: - Con le stesse modalità e senza spargimento di sangue veniva occupato l’aeroporto di Maucini che nel 1940 eraq stato scambiato per quello di Malta dal Suderland pilotato dal generale Bajres; era stato quello il primo aereo catturato in Italia, in piena efficienza “-.
Questo fatto storicamente accertato è importante, a mio avviso, per dimostrare che l’aeroporto di Pachino o “ campo di aviazione “ come veniva chiamato in quel periodo, era già funzionante nel 1940 anche se lo Scuderi lo individua con il nome di Maucini forse inquadrando la zona Pianetti nel più vasto territorio del feudo portante tale nome; che l’aeroporto di Pachino era anche utilizzabile per aerei veri, oltre che per quelli finti; che l’altro episodio raccontato dagli anziani relativo ad un aereo atterrato con personalità italiane importanti può assumere connotati di veridicità storica.
Ma non erano solo gli inadeguati mezzi dei ricognitori o degli aerei militari nemici che generavano errori, ma anche quelli, non certo modernissimi, in dotazione alle nostre forze armate per proteggere gli aeroporti strategici..
Per restare al tema dei due aeroporti di Comiso e Pachino e degli effetti di depistaggio del secondo rispetto al primo, possiamo ricordare un episodio realmente accaduto nell’aeroporto di Comiso.
Durante la seconda guerra mondiale mio padre svolse quasi interamente il suo servizio militare presso l’aeroporto di Comiso addetto all’autoreparto prima ed all’amministrazione dopo sotto il comando diretto dell’allora capitano Gaetano Tafuri di Pachino.
Una notte, durante il turno di responsabilità dell’accensione delle luci di pista dell’aeroporto di un aviere pachinese, al secolo Savarino, due aerei sorvolarono lo spazio aereo dell’aeroporto facendo comprensibili segnali che intendevano atterrare.
Il Savarino accese le luci per permettere l’atterraggio e le spense ad operazione completata.
Grande fu la sua sorpresa quando, dopo pochi minuti, si vide circondato da un gruppo di avieri inglesi che chiedevano di essere fatti prigionieri dagli italiani in quanto avevano paura che potessero cadere nelle mani dei tedeschi.
Savarino si presentò al comando amministrativo dell’aeroporto con la notizia che un gruppo di inglesi volevano essere arrestati dagli italiani.
Subito una caterva di sfottò e di ilarità si abbatté sull’aviere pachinese da parte di tutti i presenti tranne poi prendere atto che si trattava di una disarmante verità.
Quindi l’errore era quasi nella normalità della vita militare di allora sia che si volasse sia che si operasse a terra.
La situazione di pericolo per la popolazione pachinese si fece più grave con l’approssimarsi del previsto sbarco alleato nelle coste della zona in quanto l’azione di ricognizione si fece sempre più pressante ed i bombardamenti per neutralizzare gli apparati militari italiani si intensificarono sempre di più.
Ciò anche perché l’aeroporto di Pachino, pur con le sue ovvie limitazioni, incominciò a registrare un movimento di mezzi a terra e di aerei superiore alla normalità registrata fino ad allora ed anche adesso gli anziani del paese ricordano questi movimenti compreso l’atterraggio, non si sa se per problemi logistici o di avaria del mezzo aereo, di un gruppo di alte personalità del governo italiano.
Secondo quanto riferiscono gli anziani locali fra queste personalità vi sarebbe stato l’allora principino Umberto di Savoia e alte cariche del comando militare italiano.
Se queste voci rispondessero, come dicevamo, ad una verità storica accertata potremmo azzardare l’ipotesi, anche alla luce dei documenti ritrovati negli archivi statunitensi e resi recentemente accessibili agli studiosi, si potrebbe pensare ad una sosta nel viaggio di ritorno dalla Spagna all’Italia.
Difatti è storicamente accertato che, nei mesi precedenti l’armistizio, vi fu un fitto rapporto di note diplomatiche e di visite agli alti livelli, nelle ambasciate italiane ed inglesi di Spagna e Portogallo per chiedere prima e definire dopo i dettagli dell’armistizio che si sarebbe poi firmato a Cassibile dopo lo sbarco anglo – americano.
Fu per tutti questi motivi che molti pachinesi presero la decisione di trasferire le proprie famiglie nelle zone di campagna ritenute più sicure anche perché spesso le bombe non distinguevano i siti militari dalle abitazioni civili ed un aeroporto a poche centinaia di metri dalla periferia del paese poteva essere solo foriero di lutti.
Naturalmente ignoravano, i contadini pachinesi, che con il loro trasferimento nelle campagne, soprattutto delle zone marine, non avrebbero fatto altro che andare incontro al nemico che sarebbe sbarcato molto presto.
Dopo la guerra rimasero nella zona solamente le mura dell'ampia recinzione che era ancora possibile ammirare in tutta la loro maestosità ed in tutto il loro ricordo del recente passato bellico anche quando, negli anni cinquanta, quella zona divenne il punto di raccolta di quasi tutta l’abbondante produzione dei covoni di frumento per la trebbiatura meccanica che faceva i suoi primi passi.
Lunghe ed alte file di covoni riempivano i terreni spianati dell’ex aeroporto in filari che quasi imitavano la predisposizione urbanistica dei quartieri del paese con in mezzo, al posto del cortile, le nuove fiammanti trebbiatrici che avevano sostituito i muli ed i cavalli ed inghiottivano i grandi covoni che contadini stanchi e sudati caricavano sulle loro spalle salendo su per le scale di legno fino a scaricarle dall’alto nella coclea interna che girava e macinava tutto.
Con il passare degli anni queste mura sono state tutte demolite per utilizzare il materiale in molte costruzioni cittadine vista la mancanza di materiale da costruzione e di soldi per comprarlo.
Adesso rimane solo un muro a forma di C greca a ricordare un passato che molti non conoscono più e che, a mio avviso, dovrebbe essere salvaguardato a ricordo storico della presenza di una struttura che, tutto sommato, si inquadrava nella logica della strategia militare del periodo.
Penso che un paese accorto rispetto alla sua storia passata ed alla necessità di rendere testimonianza delle presenze storiche che si sono sviluppate all’interno del proprio territorio, non dovrebbe chiudere nel dimenticatoio tutto ciò, ma cercare di dare visibilità e continuità storica.
Ciò che resta delle mura dell’aeroporto non è la visione di un anonimo manufatto di pietre e calce che può essere abbattuto perché non ha valore quantificabile in termini economici per poterlo tenere in piedi, ma esso è l’emblema di un periodo storico che, possa piacere o non piacere, è stato vissuto dalla popolazione locale che ha il dovere di non eliminare quello che può essere un ricordo per le giovani generazioni.
Sarebbe quindi opportuno che il comune chiedesse alla Sovrintendenza ai beni culturali un intervento di salvaguardia, di mantenimento della struttura e, perché no, anche di valorizzazione.
Pippo Bufardeci
Testo dell'articolo pubblicato sulla rivista TALE' in questi giorni in edicola )
Nella foto l'aeroporto di Pachino con aerei veri e sullo sfondo l'istituto delle scuole elementari - scuoli viecci -.
martedì 8 febbraio 2011
Pomodoro di Pachino, il sindaco di Vittoria: class action contro la Rai

| Cronache - Sicilia |
Giuseppe Nicosia ha scritto ai vertici dell’azienda e invitato i suoi concittadini a non pagare il canone
RAGUSA. "Avvieremo una class action contro la Rai qualora non dovesse accogliere l'invito di riparare al grave danno subito dai produttori agricoli vittoriesi con la trasmissione 'Bonta' lorò in forza dell'appello al boicottaggio dell'acquisto del pomodoro ciliegino fatto dall'opinionista Alessandro Di Pietro perché la filiera commerciale è controllata dalla mafia". Lo annuncia il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, nella lettera inviata al presidente della Rai Paolo Garimberti e al direttore di Rai1 Mauro Mazza.
"Se la nostra sollecitazione - aggiunge il sindaco – non dovesse sortire effetto, siamo pronti a condurre un'indagine sull'andamento del mercato e sull'eventuale calo delle vendite dei pomodorini perché quello che è successo in quella trasmissione è davvero grave e di questo qualcuno ne deve rispondere".
Il sindaco di Vittoria ha anche invitato i suoi concittadini a non pagare il canone. "Sentir proporre attraverso la Rai il boicottaggio del pomodoro ciliegino - continua Nicosia – suona come uno schiaffo a chi quotidianamente lavora, tra le mille difficoltà di un mercato sempre più allo sbando. La crisi dell'agricoltura in Sicilia è un problema serio: partire da un'analisi, peraltro condivisibile, della Procura nazionale antimafia deve servire a colpire le infiltrazioni nella filiera, non certo a indurre a proporre il boicottaggio del pomodorino".
"Invitare gli italiani a non comprare il pomodoro di Pachino per due giorni - conclude il sindaco - non fa di certo male alla mafia, ma fa sicuramente molto male ai produttori".
( dal Giornale di Sicilia on-line )
NOTA:
L'iniziativa del sindaco di Vittoria è ottima, ma la mia impressione è che su questa triste vicenda vi sia molta confusione con iniziative più personali che corali da parte degli interessati. Mi avrebbe fatto più piacere, perchè avrebbe dato molta forza alla protesta, vedere tutti i sindaci della zona, i rappresentanti delle categorie e le varie associazioni, essere uniti anche sotto l'egida del consorzio IGP, per dimostrare assieme la forza di un comparto gravemente offeso e duramente colpito nei propri interessi vitali. Tutte queste iniziative singole e proposte che non hanno un obiettivo comune, rischiano di superare le nobili intenzioni per tramutarsi in una disdicevole passerella.
venerdì 17 dicembre 2010
VECCHIO MACELLO DI PACHINO , UN MUSEO PER LO SVILUPPO
E' stato finalmente pulito e liberato dalla sporcizia che lo aveva invaso il vecchio macello comunale di Pachino che corre però sempre il rischio di diventare un rudere inutilizzabile.
Ciò se ancora si continua a tenerlo nello stato pietoso in cui si trovava ed ancora si trova, prima che l'assessorato all'ecologia intervenisse per un primo lavoro di pulizia e di smaltimento dell'amianto che in esso si trovava e che era motivo di apprensione soprattutto per i bambini che si trovano nella zona.
Questo intervento, sollecitato dalla presidente del consiglio scolastico che si affaccia proprio sul macello, potrebbe rappresentare una goccia nel deserto se l'amministrazione comunale non decide subito cosa voglia fare sollecitando nel frattempo il finanziamento per la sua messa in sicurezza e recupero che l'assessorato ai lavori pubblici ha già inserito nel piano triennale delle opere pubbliche recentemente approvato dal consiglio comunale.
Il finanziamento iscritto nel documento è di circa trecento mila euro, ma questa iscrizione non vuol dire che ci sono i soldi disponibili.
Anzi, secondo la previsione del bilancio comunale che sarà presto approvato dal consiglio, non esiste nemmeno un euro disponibile.
Si tratta comunque di un atto formale di previsione di intervento necessario per potere poi chiedere i contributi per l’attuazione del progetto.
Anche qui non esiste nemmeno il progetto che dovrebbe essere redatto dall’ufficio tecnico comunale il quale, a sua volta, deve ricevere l’input da parte dell’amministrazione per sapere che tipo di progetto elaborare sulla base dell’utilizzo che si vuole fare.
A questo punto è necessario avere le idee chiare ed evitare che si facciano tutte le elucubrazioni possibili e tutte le fantasie si mettano in moto con il risultato finale di non fare niente.
Ne sono esempio l’ex cinema Diana che partì con idee faraoniche e si ritrova ancora, dopo alcuni decenni, in uno stato di abbandono così come tutti i fantastici voli sulla ristrutturazione della piazza principale con il risultato che è solamente sconnessa, strutturalmente vecchia e non degna di essere il salotto di un paese di oltre venti mila abitanti.
Noi siamo convinti, così come molti esperti del settore culturale, che questo rudere di importanza storica per Pachino possa essere utilizzato per la creazione di un museo e per attività culturali.
Potrebbe rappresentare un ulteriore importante contenitore culturale per il comune di Pachino ed un volano di occupazione e di introiti finanziari non di poco conto.
Nella situazione difficile in cui ci troviamo dal punto di vista economico e soprattutto dal punto di vista occupazionale bisogna creare le condizioni per realizzare un flusso turistico capace, sia pure in modo indotto, di creare possibilità di lavoro.
Oltre alle spiagge ed al sole che sono tesori naturali per la zona, ma con un utilizzo limitato a pochi mesi nel corso dell’anno, bisogna avere dei supporti capaci di attirare presenze anche in periodi diversi aumentando così i mesi di attività lavorativa.
Il ristrutturato Palmento Di Rudinì, che è gia di per se un’importante presenza architettonico – culturale degna di essere visitata e conosciuta e l’utilizzo del vecchio macello come area museale, potrebbero rappresentare due importanti punti di riferimento per il turismo culturale.
Esiste un progetto che è già stato preparato da un noto esponente della cultura locale che, con un modesto investimento, potrebbe ristrutturare quest’ area malsana ed abbandonata in un museo.
Esiste anche la disponibilità di privati a mettere a disposizione importante materiale storico per l’attività del nuovo museo.
Bisogna perciò che ci si metta a discutere ed elaborare progetti ed atti operativi che abbiano una strategia di sviluppo e non siano solo fine a se stessi.
Pippo Bufardeci ( questo articolo è pubblicato sul numero in edicola gratuito del quindicinale: IL GAZZETTINO DEL SUD - EST )
mercoledì 13 ottobre 2010
GLI INCONTRI DI " TERRA MITICA " A PACHINO

IL PROSSIMO INCONTRO SI SVOLGERA' SEMPRE IN VIA UNITA' A PACHINO IL GIORNO 21 ALLE ORE 21 CON CORRADO DI PIETRO E PIPPO BUFARDECI AVENTE COME TEMA: PACHINO, DALLE ORIGINI ALLE TRADIZIONI.
martedì 12 ottobre 2010
MARUZZEDDA ( Testo originale della canzone del poeta pachinese Salvatore Di Pietro )
ATTAGGHIU N'ARTAREDDU PPI LA VIA
C'E' NU BARCUNI CHIUSU E ABBANNUNATU
SIRA PPI SIRA VERSU AVI MARIA
IU LU VA TRUOVU E MI CI METTU A LATU
LU SANTU DI L'ICONA MI TALIA
PPI QUANTU VOTI CA L'HAI PRIATU
MA NUN S'AFFACCIACCHIU' L'AMANTI MIA
CA 'N PARARISU SI STURNAU DI STATU
CI STAVA MARUZZEDDA
'NTA SSU BARCUNI CHIUSU
CI STAVA LA ME BEDDA
RI QUANNU ERA CARUSU
C'ERANU ROSI E GIGGHI
AMENTA E GIRSUMINI
ORA CI SUNU SPINI
LI SPINI E NENTI CCHIU'
MI LA ZINGAI QUANN'ERA NICA NICA
QUANNU SO MATRI CI SCIUGGHIU LA NACA
CI RAVA LU ME CORI PPI MUDDICA
LI GGIOI DI L'ARMA MIA CA NUN S'ABBACA
AVEVA FATTU COMU LA FURMICA
ALL'URTIMATA L'ESSIRI SI SBRACA.
A CHINNICI ANNI LA MORTI MINNICA
ZITTA LA VURRUCAU SUTTA NA CIACA.
CI STAVA MARUZZEDDA
'NTA SSU BARCUNI CHIUSU
CI STAVA LA ME BEDDA
RI QUANNU ERA CARUSU
C'ERANU ROSI E GIGGHI
AMENTA E GIRSUMINI
ORA CI SUNU SPINI
LI SPINI E NENTI CCHIU'!
lunedì 11 ottobre 2010
UN PONTILE ALLA BALATA DI MARZAMEMI COME MONUMENTO ALLO SCEMPIO

Mi riferisco alla concessione di una autorizzazione concessa dalla locale sezione della capitaneria di porto, ed avallata dall'Assessorato regionale al territorio, di un'attività di rimessaggio e di sosta di imbarcazioni con la messa in posa di un pontile in pieno porticciolo di Marzamemi proprio di fronte alla Balata.
Un vero e proprio scempio del paesaggio ed in barba ad ogni previsione di sviluppo e di salvaguardia di un bene paesaggistico e culturale che appartiene a tutta la collettività e per il quale si è sviluppato un promettente embrione turistico.
E' vero che quel tratto di litorale è di competenza della Capitaneria di porto, ma è altrettanto vero che nessuno vive su Marte.
Perchè non si è cercato di coinvolgere il comune per capire i propri intendimenti di sviluppo e si è preferito agire secondo l'ortodossia interpretativa delle competenze?
E' comunque una decisione di stupro del territorio che non possiamo accettare.
Bene sta facendo il Comune ad opporsi all'inizio dei lavori, ma deve farne un caso eclatante coinvolgendo tutti i soggetti politici ed istituzionali interessati.
Gli interessi di un privato, pur legittimi, non possono annientare quelli della collettività, ma devono trovare giuste risposte in tempi, modi e luoghi adeguati.
Speriamo che la Capitaneria di porto, nel caso sia nelle sue prerogative, possa chiedere la sospensione dell'inizio lavori e una ridiscussione del progetto tenendo come priorità l'interesse primario della collettività facendolo capire anche ai dirigenti dell'assessorato regionale.
domenica 10 ottobre 2010
MEMORABILE SERATA IN ONORE DEL POETA PACHINESE SALVATORE DI PIETRO

Il pubblico è stato quello delle grandi occasioni sia per la massiccia presenza che ha coperto tutti i posti disponibili con molti rimasti all'impiedi e sia per la qualità e la rappresentanza culturale del paese di Pachino.
L'evento, patrocinato dall'assessorato cultura del comune ed organizzato dall'Associazione Pachinesi nel mondo con la collaborazione della FIDAPA, dell'UNITRE, della società Dante Alighieri e dell'ENDAS provinciale, è stato di quelli che sono destinati a lasciare un segno nel panorama delle manifestazioni culturali che si sono svolte nell'ambito del 250° anniversario della fondazione del comune di Pachino.
I lavori della serata sono stati condotti dal presidente dell'associazione Pachinesi nel mondo Pippo Bufardeci e sono iniziati con il saluto dell'assessore alla cultura Piero Scala e dei rappresentanti delle varie associazioni presenti.
Subito dopo vi è stata la relazione introduttiva da parte del poeta corrado Di Pietro che ha svolto un'analisi critica ed analitica della poetica dello zio Salvatore DiPietro cui sono seguite alcune poesie lette dalle bravissime Salvina Lao e Francesca Gennuso.
Il saluto commosso da parte delal famiglia assieme al ringraziamento per l'organizzazione di questa " memorabile " serata è stato portato dal figlio del poeta Roberto presente assieme alle sorelle e ad altri familiari.
Dopo la consegna di alcuni libri ricordo sulla storia di Pachino e l'omaggio floreale alle figlie di Salvatore Di Pietro da parte dell'assessore Scala, la serata è stata conclusa dal coro pachinese " CANTO IN CORO " diretto da Raffaella Salerno.
il Coro, molto applaudito con richieste di bis, ha cantato tre canzoni fra quelle scritte da Salvatore di Pietro fra cui la famosa " MARUZZELLA ".
venerdì 1 ottobre 2010
IL CORVO SI FA DI NUOVO SENTIRE A PACHINO
Questa volta lo stronzo o la stronza che si crogiola in questa beatitudine di melma ha avuto il tempo di scrivere ben quattro pagine di rozza volgarità e di masturbazioni psico - sessuali che, per la lora lordura, fanno rimpiangere le vecchie lettere anonime di una volta che almeno, nella loro abberrazione, affrontavano problemi della collettività e mettevano alla berlina fatti presunti o realmente successi.
Mi è capitata fra le mani perchè l'ho vista ad un soggetto citato nella missima, ma non l'ho letta tutta perchè lo stesso fatto di leggerla mi avrebbe accostato ad un soggetto scrittore che, bene che gli vadano le cose, ha seri disturbi psico - sessuali irrimediabilmente compromessi.
Figuratevi che, fra le tante persone volgarmente passate in rassegna, dedica un rigo anche a me dicendo che sarei interessato alla metanizzazione ed alle relative plebende.
Non merita risposta.
Trattasi comunque di persona molto istruita, sicuramente con la laurea, che ha avuto rapporti con la macchina comuanle dalla quale si evince che se ne sia uscita o sia stata mandata via in maniera piuttosto brusca visto il rancore che emerge dallo scritto.
Oltre a parlare di personaggi politici o di amministratori, parla male di parecchi avvocati.
Forse colleghi con i quali ha qualcosa da regolare o semplicemente personaggi che hanno avuto rapporti con il corso nell'ambito della struttura comunale?
Sicuramente lo schema e l'impostazione tradiscono un personaggio che ha a che fare con la redazione di relazioni attinenti la pubblica amministrazione od i tribunali.
Potrebbe anche essere un politico, ma a Pachino non c'è nessuno che sa scrivere da laureato, per cui la tesi più accreditabile, secondo me, potrebbe essere quella di un personaggio che magari vive in simbiosi con i politici, ma non lo è egli stesso.
Penso adesso di avergli già dedicato troppo spazio, ma ho ritenuto oportuno informare chi legge il mio Blog.
domenica 26 settembre 2010
LE CAZZATE DEL SEN. FERRARA SUL PREMIO BRANCATI
Sono delle sonore cazzate perchè Pietro Ferrara non sa niente del premio Brancati, non lo ha mai organizzato, non è vero che si svolgerà a Torino, non fa parte del gruppo che si occupa del premio Brancati.
Fa solo confusione nel tentativo di dimostrare di essere ancora vivo ed evidenziando sempre di fare parte di quella schiera di politici pachinesi che mettono il cappello sulle cose che fanno gli altri senza conoscere niente.
Il premio Vitaliano Brancati è in fase di organizzazione e si stanno ricercando gli sponsor necessari a dare concretezza alla manifestazione che si dovrebbe tenere nel mese di novembre a Siracusa con una visita a Pachino da parte dei partecipanti.
Non è vero che si sta facendo un anno a Torino ed uno a Pachino perchè due anni fa si è svolto a Siracusa e la stessa cosa avverrà quest'anno.
L'anno scorso si doveva svolgere a Siracusa, ma non si è fatto per mancanza di soldi.
Gli unici abilitati ad occuparsi del premio sono il presidente dell'associazione Vitaliano Brancati, Gianni Firera, il direttore del premio Corrado Di Pietro ed il segretario del premio Pippo Bufardeci che, anche quest'anno, stanno facendo i salti mortali per realizzarlo.
L'ex senatore Ferrara è stato presente nell'ultima edizione da spettatore come altre centinaia di persone.
Questa cazzata di Ferrara potrebbe invece avere l'effetto di aggiungere ulteriori difficoltà alla difficile organizzazione del premio in quanto confonde le idee ed anche gli eventuali sponsor.
E' tutto fortemente ridicolo e dà una visione chiara del perchè, con certi politici, Pachino è sprofondata.
SOSPESO PER PIOGGIA L'APPREZZATO INCONTRO DI TERRA MITICA A PACHINO


Una iniziativa che sarà nuovamente ripetuta giovedì 7 ottobre alle ore 20,30 sempre in via Unità ed all'aperto tranne pioggia per cui si è scelto, in alternativa, il salone della Chiesa Madre.
La presenza di pubblico era abbastanza consistente e le premesse per una serata diversa e di stimolo per una ripresa culturale a Pachino vi erano tutte.
La musica del maestro Mallia, molto seguita ed i primi approcci di Franc,ois Zille erano stati molto apprezzati dal pubblico, ma la pioggia sempre più intensa ha fatto desistere tutti dal continuare.
Solo un rinvio perchè sicuramente la serata con Zille sarà recuperata in quanto trattasi di un personaggio molto importante che può sicuramente avvolgere ed interessare tutto il pubblico per gli argomenti che tratta e per la sua notevle esperienza didattica e professionale con la comunicazione ed il rapporto con il territorio.
sabato 18 settembre 2010
Associazione Culturale
Via Catania,17 96018 Pachino
Riappropriarsi degli spazi cittadini, soprattutto quelli della piazza, è il tema attorno a cui ruotano le iniziative dell'Associazione TerraMitica che si svolgeranno nel tratto di via Unità che va dalla Piazza al tratto più a nord delle banca di credito cooporativo.
Sono previsti, con inizio venerdì 24 settembre e prosiego giovedì 7 ottobre, i primi due incontri con musica e dibattito culturale sul territorio, tradizioni popolari, storia e costumi del nostro comune.
Gli altri due incontri si svolgeranno, ogni quindici giorni, fra ottobre e novembre.
Per questi incontri hanno dato la loro disponibilità Corrado Di Pietro, Pippo Bufardeci, Corrado Di Pietro ( preside ) e Paolo Di Pietro.
Riportiamo il comunicato stampa dell'Associazione relativo al primo incontro:
La trasformazione della città, fa perdere al centro urbano le caratteristiche che nel tempo lo hanno contraddistinto, provocando disequilibri e spaccature nel tessuto cittadino.
Pachino- città contemporanea -è frammentata.
Con i quattro eventi serali in strada si sta cercando, partendo dal basso di promuovere ‘l’impegno diffuso’ per superare i conflitti tra conservazione, innovazione e sviluppo mettendo in un reciproco confronto i vari linguaggi artistici e culturali.
Performer, poeti, musicisti, attori comunicheranno le loro esperienze in quattro appuntamenti serali realizzati in via Unità nel centro storico di Pachino,
I° incontro, ore 21:00
venerdì, 24 settembre 2010
“Riprogettiamo la nostra dignità”
Performance di CABARET PSYCHO-PHILOSOPHIQUE
del Prof. François Zille
(Antropologo visivo, Décor Designer & Therapist, Specialista in Biodiversità applicata al Marketing Terrritoriale Spontaneo(MTS)
mercoledì 8 settembre 2010
STATUA DELLA MADONNA DI CAPO PASSERO
La statua della Vergine Maria «Scala del Paradiso», posta nel 1959 all'Isola di Capo Passero, rischia di crollare. Il piedistallo di venti metri d'altezza, su cui si poggia, è sempre più danneggiato dall'azione continua degli agenti atmosferici. La statua in bronzo fu realizzata dall'artista fiorentino Mario Ferretti e posta sull'isola come «guardiana del mare di Sicilia». Alta 5 metri, il monumento venne inaugurato oltre mezzo secolo fa dal vescovo di Noto Angelo Calabretta, alla fine del XVI Congresso Eucaristico Nazionale che si svolse a Catania. Da anni versa in stato di completo abbandono. «E' in condizioni pietose - ha affermato Giovanni Gambuzza, che da anni trascorre le ferie estive a Portopalo - e più passa il tempo più peggiora. Io l'ho vista posare su quel piedistallo, è un'opera d'arte unica. E' assurdo abbandonarla lì. I bulloni di sostegno della statua sono ormai fuori dal cemento. E poi la statua è totalmente insozzata dagli escrementi dei gabbiani». Il piedistallo presenta i ferri curvati nettamente su più parti. Considerando l'azione continua degli altri agenti atmosferici, non è errato parlare di un rischio di tenuta per la struttura in cemento in cui venne poggiata la statua di bronzo. Mi sono recato recentemente all'Isola - afferma Corrado Scala, consigliere comunale e capogruppo di maggioranza - tornando in paese con una situazione di vero sconcerto. La statua della Madonna è ridotta in condizioni pietose. E' doveroso segnalare le pessime condizioni che si coniugano con una sensazione di abbandono totale. A mio avviso, non è lontana l'ipotesi di un crollo. Non sono un esperto ma vi assicuro che la vista ravvicinata del piedistallo a ridosso del castello dell'Isola, sconcerta non poco». Scala si dice pronto a promuovere un'iniziativa ufficiale che riguardi l'intero consiglio comunale. «Vedere l'isola di Capo Passero nelle condizioni in cui l'ho vista recentemente, non dimenticando i cumuli di eternit che giacciono da tempo nel retro delle strutture della tonnara, - dichiara Scala - è sconcertante. L'isola ha le carte in regola, secondo me, anche per essere inserita tra i beni dell'Unesco. Per questo discuterò presto con i colleghi del gruppo di maggioranza le iniziative da prendere, posto che l'isola è di proprietà privata». Alcuni anni fa si registrarono varie iniziative, provenienti soprattutto da comitati di cittadini, che posero l'attenzione sulle condizioni e l'eventuale utilizzo dell'isola. Fu presentata, discussa ed approvata all'unanimità una mozione. Poi, tutto si arenò sul punto inerente la proprietà privata dell'isola.
SERGIO TACCONE
07/09/2010 Giornale " La Sicilia "
NOTA:
Ricordo perfettamente quando, su un grande camion, questa statua gigantesca, fu portata nelal piazza principale di Pachino davanti l'ingresso della Chiesa Madre e benedetta da numerosissimi Cardinali , Vescovi e sacerdoti come non se ne erano mai visti tanti a Pachino.
Una folla immensa di fedeli assistette in silenzio alla cerimonia e seguì poi, a piedi, la statua lungo il percorso che da Pachino la portò fino all'isola di Capo Passero nel lembo di terra più estremo del nostro Paese.
Anch'io vestito da esploratore ed a piedi,assieme a tanti altri ragazzini, partecipai alla processione senza sentire stanchezza per la gioia di assistere e partecipare a quell'avvenimento unico per la nostra zona.



