domenica 3 aprile 2022

 

 IL TURISMO CULTURALE A PACHINO: PROGRAMMARE E REALIZZARE

Penso che sarebbe importante, per Pachino, dare vita a delle e giornate di studio sul tipo di turismo che vogliamo fare e sulle iniziative che, sia i privati che il Comune, dovrebbero sviluppare nell’ambito di una programmazione confacente con l’indirizzo scelto.

Altrimenti saremmo sempre imbrigliati nella logica del caos più assoluto dove ciascuno, pensando solo al proprio orticello o al proprio interesse, si inventa unico detentore delle doti di grande stratega turistico.





Ritengo quindi che, a queste e giornate di studio, dovrebbero partecipare tutti i soggetti che operano nel settore o che siano capaci di programmare azioni ed interventi nell’interesse esclusivo di una strategia di sviluppo seria e realizzabile.

Sono convinto che l’offerta turistica debba essere differenziata in rapporto alle peculiarità territoriali, paesaggistiche, della cultura, delle tradizioni, del mare e dell’agricoltura che possono rappresentare una seria proposta di Pachino ai potenziali turisti interessati a visitare il nostro territorio.

Il tutto con un insieme di servizi concordati fra pubblico e privato per evitare la giungla caotica delle iniziative slegate e spesso inconcludenti.

Sono convinto altresì che il settore del turismo culturale deve rappresentare un punto di forza dell’offerta turistica complessiva del territorio.

In questo settore è necessario ridare rapida funzionalità al Palmento Di Rudinì per fargli riprendere l’importante ruolo, sia storico che di contenitore culturale, per Pachino e di dare vita ad un corollario di altre iniziative stabili per ampliare ulteriormente l’offerta.

Mi riferisco, in particolare, al migliore utilizzo dell’ex carcere quale contenitore vero di arte contemporanea, alla concretizzazione della proposta più volte approfondita con gli amici di ViviVinum Pachino, di un itinerario che metta in rete i numerosi palmenti ancora esistenti all’interno del territorio urbano e le varie cantine di produzione, ad una maggiore valorizzazione del patrimonio archeologico presente nel nostro territorio.

Ritengo altresì interessane portare all’attenzione dei turisti l’importante ruolo svolto e che ancora svolge nel settore della cinematografia quale location unica e inimitabile il nostro paesaggio e le nostre valenze strutturali.

Basti ricordare l’ultima presenza con La stagione della caccia di Camilleri oltre alle numerose scene girate per le varie rappresentazioni del commissario Montalbano ed ai film che sono entrati a far parte della storia cinematografica del nostro Paese e non solo.

Mi riferisco a Sud di Gabriele Salvatores, L’Avventura di Michelangelo Antonioni, Mario e il mago di Brandaeur, Il Viaggio di Vittorio De Sica e Kaos dei fratelli Taviani.

Per non parlare degli spot pubblicitari che, soprattutto negli ultimi anni, hanno utilizzato la location di Marzamemi da parte di importanti società commerciali che hanno reclamizzato i loro prodotti in abbinamento alle nostre accattivanti bellezze.

Per valorizzare, ricordare e incentivare questo importante settore culturale e turistico a vantaggio del nostro territorio sarebbe fondamentale dare vita ad un museo che, attraverso la cartellonistica, le descrizioni, le visioni multimediali ed altro, potrebbe rappresentare un importantissimo volano di attrazione turistica e di ritorno economico – lavorativo per l’intero territorio.

La struttura da utilizzare potrebbe essere l’ex istituto scolastico di Marzamemi che, attraverso i fondi del PNNR, avrebbe la possibilità di essere adattato al nuovo compito.

Quindi lavoriamo su idee e progetti di forte interesse comune e incidenti nel contesto economico e culturale del nostro territorio per una proposta turistica che sia la più ampia e la più redditiva possibile e per una presa di coscienza, da parte dell’Amministrazione di turno, che non è più tempo di vegetare ed attendere, ma è tempo dello studio, dell’azione e della fattibilità.

03/04/2022                                                                                               Pippo Bufardeci 

 

 

 

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