giovedì 11 ottobre 2012
lunedì 8 ottobre 2012
MOSTRA - MERCATO DELL’EDITORIA SICILIANA
SORTINO 05 – 06 – 07 OTTOBRE
2012
CONCORSO LETTERARIO
NAZIOANLE CITTA’ DI SORTINO 2012-10-08
ASSOCIAZIONE CULTURALE
PENTELITE
Domenica 7
Dicembre presso la saletta del vecchio municipio di Sortino si è svolta l’apertura
delle buste, inviate da un’apposita giuria anonima di lettori siciliani, per
decretare il vincitore del Racconto e della Poesia in lingua italiana.
Precedentemente
la giuria di esperti aveva selezionato, per porli alla valutazione finale della
giuria dei lettori, cinque racconti e sette poesie inedite.
La selezione
si è basata su un totale di ottanta racconti e circa cento poesie.
Per la
sezione racconti ha vinto:
La donna dello sbarcadero di Pippo
Bufardeci con voti
10
Sono
seguiti:
-
La
testa all’aria - di
Francesco Cannatella con voti 6
-
Una
mattina di quelle - di Aldo Formosa con
voti 4
-
Vent’anni
due uomini - di Antonio Fragapane con
voti 3
-
Filu
di ferru - di Lucia Imprescia con voti 1
Per la
sezione poesia ha vinto:
-
L’uomo
– di Maria Interlandi
mercoledì 3 ottobre 2012
CASINI A SIRACUSA CON CANDIDATI ED ELETTORI UDC
Pierferdinando Casini è tornato a Siracusa a distanza di
un anno e mezzo circa quando, sempre dal salone del Santuario della
Madonna delle Lacrime, aveva dato il la alla fase di
ricostruzione dell'UdC regionale e provinciale. Poi in una manciata di
mesi lo scenario politico è profondamente mutato, sconvolto da scandali
di differente natura, portato alla ribalta l'attuale governo tecnico,
quasi spianando la strada al proprio partito. Da queste parti è tornato
ieri sera per presentare i candidati siracusani all'Assemblea Regionale
Siciliana: Edy Bandiera, Pippo Sorbello, Giuseppe Bastante, Antonella
Franco, Tanino Romano e Veronica Moncada. Ad aprire l'incontro è toccato
al segretario regionale, Gianpiero D'Alia.
"Unica vera risorsa della politica, in questo momento - ha detto D'Alia
- è l'onestà da manifestare quotidianamente. La nostra lista è la
sintesi di valori puliti. Tempo fa ci avevano dato per scomparsi, oggi
ci presentiamo alle elezioni regionali come uno dei partiti di
riferimento".
La parola è andata poi al leader nazionale dell'UdC che ha parlato di
"forte disagio e di clima di antipolitica che è naturale ci sia tra la
gente - ha detto Casini - Questa è questione italiana ma anche
siciliana. Dobbiamo essere presenti con dimensione di sobrietà e serietà
archiviando quegli atteggiamenti che hanno umiliato la politica. La
gente è maturata, basta demagogia. L'unica cosa che possiamo promettere è
impegno".
Sui temi della crisi occupazionale e dello sviluppo, Casini ha
ripreso il dibattito riaperto sul Ponte dello Stretto di Messina. "E'
datato pensare che gli investimenti debbano riguardare solo le grandi
opere - ha spiegato il leader UdC - dobbiamo incominciare a capire che
nell'epoca di internet e delle grandi opportunità del web che accorcia
le distanze e che rende il mondo globale, anche la Sicilia possa trarre
vantaggio, ad esempio dalla banda larga. Dobbiamo essere capaci di
progettare il futuro in modo diverso dal tradizionale".
Laziogate e il caso Fiorito. L'ex presidente della Camera ha dato alla
politica di oggi della "sporca, ma c'è solo un modo per renderla più
pulita, cioè impegnarsi in politica perchè ciascuno sia in grado di
spiegare a grillini o a coloro i quali non voteranno di usare il proprio
voto, di non buttarlo via. L'arresto di Fiorito? Penso che quantomeno
ci dovrebbe rimborsare e pagare i debiti, tirando fuori i soldi. Non
sono tutti come lui. In tanti anni ho visto brave persone fare gli
amministratori.
Verso le consultazioni del 28 ottobre. "Noi due anni fa eravamo
azzerati, il nostro partito era stato preso e trasferito; alcuni si sono
fatti folgorare passando col governo Berlusconi ma altri sono
rimasti. Abbiamo rinnovato e oggi siamo più forti di prima e ci
confermeremo alle elezioni. Qualcuno contesta il fatto di aver chiuso
l'accordo con Crocetta - ha detto Casini - Io sono contento di aver
fatto questo accordo. E' l'uomo giusto. E' uomo che si è sempre
impegnato concretamente nella lotta alla mafia, è un personaggio
eccentrico ma a me
piace. Trovo che ci sia un lavoro che può essere fatto insieme, perchè
nei nostri intenti non ci sono demagogie". Casini ha parlato
dell'alleanza Pd-UdC, oggi difficile a livello nazionale, come un
incontro tra moderati "fatto sulla base della serietà. Senza le
compagnie di Vendola o Di Pietro. Dall'altra parte invece cosa
c'è? Passiamo alla domanda successiva" ha ironizzato Casini con
riferimento alle coalizioni Musumeci o Miccichè, e guadagnadosi il
plauso della platea.
Nell'intervento del leader del partito anche la necessità di ridurre i
costi della politica, argomento suscitato da quanto fatto oggi in
Consiglio di Presidenza all'Ars, dove spese annuali sono state tagliate
per 4,1 milioni di euro, e il suo consenso all'ipotesi di un governo
Monti-bis. "Non ho lo spirito entusiastico che mi dà la stampa ma sono
pienamente convinto di Monti - ha dichiarato Casini - Dobbiamo essere
rispettati a livello internazionale e l'Italia è tornata al centro della
politica europea. Scusate Bersani o Alfano, possiamo mai rinunciare a
quest'uomo? C'è qualcuno di voi che è pronto a governare il paese? Io
sono convinto che dovremmo chiedere a Monti, per l'interesse nostro, di
andare avanti. Nessuno è meglio di lui".
( Da il Giornale di Siracusa one line )
domenica 30 settembre 2012
ELEZIONI REGIONALI FRA OPPORTUNISMO ED IMPROVISAZIONE
La campagna elettorale è entrata nel vivo e la ricerca del
voto di preferenza sta diventando sempre più spasmodica da parte del folto
gruppo di candidati che aspira a sedersi in uno dei novanta scranni di Sala
d’Ercole che è deputata ad ospitare l’Assemblea regionale siciliana.
Si può subito dire che non vi è niente di nuovo sul piano
della proposta politica perché la vecchia
rappresentanza è tutta schierata nelle varie liste e perché le novità
che presenta l’offerta politica dei candidati si limita a pochissimi
personaggi.
Questa impalpabilità della proposta candidature nella
provincia di Siracusa si nota ancora di più rispetto alle altre competizioni
passate perché, con maggiore evidenza, abbiamo assistito ad un penoso
affaticamento degli aspiranti candidati nel cercare una casa dove collocarsi
rispetto ai programmi personali ed alla proposta politica che intendono
rappresentare.
Ecco che subito, prima ancora di conoscere in quale lista
presentarsi, abbiamo notato faccioni più o meno accattivanti sui tabelloni
pubblicitari perché la cosa più importante è farsi riconoscere formalmente e
non farsi conoscere sostanzialmente.
L’altro aspetto penoso è stato rappresentato dai candidati
che nel giro di pochi giorni, mentre i loro volti facevano bella mostra di se
sui tabelloni pubblicitari, cambiavano casacca politica da una lista all’altra
in cerca di un posto al sole ed il loro credo politico diventava un optional
dall’etichetta intercambiabile.
Vi sono stati dei candidati che, nel loro travagliato lavoro
teso alla ricerca di una lista che facesse un po’ di spazio per la candidatura,
hanno stampato più volte i primi volantini con simboli diversi.
Senza parlare poi di quelli che agli elettori di sinistra
assicuravano che una volta eletti a destra avrebbero cambiato casacca
indossando subito quella di sinistra e viceversa.
Non possiamo andare certamente orgogliosi di molti soggetti
politici che esprimiamo e che offuscano anche quel poco di buono che tutto
sommato esiste ancora.
La cosa che ci addolora ancora di più è constatare
amaramente che i più avvezzi al trasformismo sono molti di coloro che
dovrebbero rappresentare il nuovo.
Eppure c’è molta attesa da parte degli elettori ,ancora non
del tutto delusi, che si aspettano qualcosa di nuovo e di più sostanziale da
questa fase politica perché i problemi della provincia e della regione non si
possono giocare al tavolo verde dell’opportunismo, ma necessitano capacità e
serietà da parte di coloro che intendono assumersi la responsabilità
della gestione della cosa pubblica.
SR. 23/09/2012
( Pubblicato sul settimanale TIMOUT )
giovedì 27 settembre 2012
a riflessione
«In politica il rinnovamento
non è questione anagrafica»
corrado piccione
SALVATORE MAIORCAIl rinnovamento (si potrebbe anche dire «rifondazione») della politica non è soltanto una questione di ricambio generazionale: è invece una questione di cambiamento di idee, di programmi, di azione. Ed è quello che oggi manca a questa politica. Lo dimostra la presa di posizione di Corrado Piccione sulla questione della trattativa tra politica e mafia: una questione che nasce a Palermo e però coinvolge ormai tutti i territori; compreso quello siracusano. Il sostituto procuratore di Palermo Antonino Ingroia, ricorda il novantenne avvocato siracusano, ha lanciato, in un pubblico convegno, un'accusa pesante: la politica è stata sempre collusa. Con la mafia. A questo punto faccia nomi e cognomi dei collusi. E proceda. Faccia pulizia. Si faccia così ovunque: da Bolzano a Portopalo di Capo Passero. E chi rivendica questa pulizia e, quindi, questo rinnovamento, questa rifondazione non è un giovanotto di primo lancio, bensì un novantenne che del cammino della politica ha percorso tutte le tappe. Sempre con onore. E nel pubblico interesse. Scrive l'avvocato Piccione, decano del Foro siracusano e antesignano di tutti i cambiamenti (e avanzamenti) di questo territorio: «Abbiamo letto su tutti i giornali che un giovane magistrato, il dottor Ingroia, rompendo tutti gli indugi in una pubblica manifestazione, ha testualmente dichiarato: "L'anomalia italiana è avere una classe politica sempre compromessa con la criminalità". E' un'affermazione impegnativa e coraggiosa, che comporta inevitabili responsabilità morali e storiche. Quel "sempre" pesa come un macigno sulla storia della Repubblica italiana. Noi - afferma Piccione - contestiamo la genericità indifferenziata della suddetta perentoria affermazione e difendiamo la dignità storica e l'onore civile di una classe politica che ha retto degnamente l'Italia repubblicana innanzi a tutto il mondo: da De Nicola a Sturzo ad Einaudi a De Gasperi a Gonella, Vanoni, Pertini, Scelba, Alessi, Spadolini, e molti altri. E siamo fieri di aver militato e partecipato insieme a loro alla vita pubblica. A questo punto dobbiamo affermare che non è più tempo di falsi segreti, è tempo di verità intere senza reticenze e senza riserve. Per questi motivi abbiamo il diritto di chiedere ai detentori delle verità di uscire allo scoperto: fuor i nomi, fuori le carte. L'opinione pubblica ha il diritto di conoscere tutta la verità, quale che sia». In definitiva, si potrebbe ricordare con Trilussa (ma a questo punto anche con Piccione), non basta che «tutto si riduca a parer mio levati tu che mi ci metta io»: occorre innovare nel profondo; con i giovani di oggi e con quelli di ieri. Insieme. In una proficua e rinnovatrice osmosi di pensiero e di azione, di esperienza e di cambiamento.
26/09/2012
lunedì 17 settembre 2012
NUOVO SIMBOLO DELL'UDC

E' stato depositato ufficialmente il nuovo simbolo dell'UDC per le prossime elezioni regionali siciliane che si svolgeranno domenica 28 ottobre 2012.
Naturalmente il simbolo sarà utilizzato per tutte le altre elezioni in quanto nuovo emblema dell'Unione di Centro.
Al posto del cognome " CASINI" in alto vi è la scritta " ITALIA".
Va dato atto al partito, ma soprattutto all'on. Casini, della spersonalizzazione del partito che l'era Berlusconiana aveva portato i partiti ad essere individuabili con il nome del laider, per passare al partito di tutti senza che corrisponda ad un singolo dirigente indipendentemente dal suo prestigio.
Pippo Sorbello, candidato UDC alle prossime elezioni regionali, in un giro elettorale a Priolo stamattina che abbiamo fatto insieme, ha rimarcato la necessità della partecipazione di tutti gli elettori ed iscritti alle scelte del partito e dei suoi eletti.
Il partito non più uninominale o padronale è il presupposto per renderlo un bene di tutti anche formalmente.
Pur non avendo mai pensato al partito padronale, come in altri schieramenti, bisogna dare atto all'on. Casini che ha dato un segnale forte, non solo di democrazia, ma soprattutto della riappropriazione, attraverso il simbolo indistinto, del partito e della politica da parte dei cittadini.
Naturalmente il simbolo sarà utilizzato per tutte le altre elezioni in quanto nuovo emblema dell'Unione di Centro.
Al posto del cognome " CASINI" in alto vi è la scritta " ITALIA".
Va dato atto al partito, ma soprattutto all'on. Casini, della spersonalizzazione del partito che l'era Berlusconiana aveva portato i partiti ad essere individuabili con il nome del laider, per passare al partito di tutti senza che corrisponda ad un singolo dirigente indipendentemente dal suo prestigio.
Pippo Sorbello, candidato UDC alle prossime elezioni regionali, in un giro elettorale a Priolo stamattina che abbiamo fatto insieme, ha rimarcato la necessità della partecipazione di tutti gli elettori ed iscritti alle scelte del partito e dei suoi eletti.
Il partito non più uninominale o padronale è il presupposto per renderlo un bene di tutti anche formalmente.
Pur non avendo mai pensato al partito padronale, come in altri schieramenti, bisogna dare atto all'on. Casini che ha dato un segnale forte, non solo di democrazia, ma soprattutto della riappropriazione, attraverso il simbolo indistinto, del partito e della politica da parte dei cittadini.
DIPENDENTI COMUNALI SENZA STIPENDIO A PACHINO, SI LAVORI PER UNA RAPIDA SOLUZIONE SENZA RITARDI NE' SPECULAZIONI

Non vi è dubbio che non possono accettarsi comportamenti di una Amministrazione comunale che non riesce a gestire le proprie finanze assicurando prioritariamente gli stipendi dei propri dipendenti.
Ciò indipendentemente dalla crisi e dalle situazioni di cassa che si fanno sempre più drammatiche per chi amministra un Ente pubblico. Il comune di Pachino, che da oltre due mesi non paga gli stipendi, sapeva da tempo che quest'epilogo era fra le cose che potessero accadere.
Non ha saputo impostare una politica finanziaria che attutisse tutto ciò.
Ma soprattutto non ha saputo coinvolgere tutti i dipendenti esponendo con chiarezza la drammaticità della situazione finanziaria e, di conseguenza, la necessità di un forte giro di vite nel togliere privilegi e disparità fra gli stessi dipendenti.
Allo stesso modo la cinghia andava stretta e va stretta fra le spese degli amministratori con una forte riduzione degli emolumenti che, anche se finanziaramente relativi, danno un forte segnale di natura psicologica e di condivisione delle difficoltà degli altri.
Bisogna subito impostare una seria politica finanziaria comunale che individui le ampie fasce di evasione ed elusione che regnano nel comune e soprattutto freni ed elimini le spese inutili e clientelari.
Solo così si potrà sperare in un futuro meno complicato ed evitare che la speculazione politica o di parte faccia perdere di vista il vero problema principale che è il sacrosanto diritto di ogni lavoratore ad avere la giusta remunerazione senza ritardi nè tergiversazioni.
Ciò indipendentemente dalla crisi e dalle situazioni di cassa che si fanno sempre più drammatiche per chi amministra un Ente pubblico. Il comune di Pachino, che da oltre due mesi non paga gli stipendi, sapeva da tempo che quest'epilogo era fra le cose che potessero accadere.
Non ha saputo impostare una politica finanziaria che attutisse tutto ciò.
Ma soprattutto non ha saputo coinvolgere tutti i dipendenti esponendo con chiarezza la drammaticità della situazione finanziaria e, di conseguenza, la necessità di un forte giro di vite nel togliere privilegi e disparità fra gli stessi dipendenti.
Allo stesso modo la cinghia andava stretta e va stretta fra le spese degli amministratori con una forte riduzione degli emolumenti che, anche se finanziaramente relativi, danno un forte segnale di natura psicologica e di condivisione delle difficoltà degli altri.
Bisogna subito impostare una seria politica finanziaria comunale che individui le ampie fasce di evasione ed elusione che regnano nel comune e soprattutto freni ed elimini le spese inutili e clientelari.
Solo così si potrà sperare in un futuro meno complicato ed evitare che la speculazione politica o di parte faccia perdere di vista il vero problema principale che è il sacrosanto diritto di ogni lavoratore ad avere la giusta remunerazione senza ritardi nè tergiversazioni.
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comune di pachino
lunedì 10 settembre 2012
ELEZIONI REGIONALI DOMENICA 28 OTTOBRE 2012

Cari amici, vi informo che alle prossime elezioni regionali, nella lista dell'UDC, sarà candidato l'amico
PIPPO SORBELLO
che ha svolto con competenza e capacità il ruolo di Sindaco del comune di Melilli.
Penso che sia il candidatoo giusto per il momento difficile che attraversa la Regione Siciliana e per potere seriamente affrontare i problemi del nostro territorio.
Per questo lo proprongo alla vostra attenzione.
ELEZIONI REGIONALI DOMENICA 28 OTTOBRE 2012
Cari amici, vi informo che alle prossime elezioni regionali, nella lista dell'UDC, sarà candidato l'amico
PIPPO SORBELLO
che ha svolto con competenza e capacità il ruolo di Sindaco del comune di Melilli.
Penso che sia il candidatoo giusto per il momento difficile che attraversa la Regione Siciliana e per potere seriamente affrontare i problemi del nostro territorio.
Per questo lo proprongo alla vostra attenzione.
GraziePenso che sia il candidatoo giusto per il momento difficile che attraversa la Regione Siciliana e per potere seriamente affrontare i problemi del nostro territorio.
Per questo lo proprongo alla vostra attenzione.
giovedì 6 settembre 2012
Airport Pachino
la storia dimenticata di un
Regio Campo di Aviazione
Pippo Bufardeci
84 pagine dense di storia, di luoghi, di persone e fatti di un territorio
posto a sud di Siracusa, la cittadina di Pachino. L'autore racconta con dovizia
di particolari e con lo stile giornalistico dell'informazione l'esistenza sul
quel territorio di un Regio Campo di Aviazione, sorto durante la II guerra
mondiale per depistare gli aerei nemici e proteggere il più importante e
vicino aeroporto di Comiso, bersaglio ambito in periodo di guerra.
Raccontando delle contrade a ridosso del campo di aviazione, dei suoi
abitanti, del sistema di difesa, sorto intorno, della cattura di aerei nemici,
Bufardeci ci parla di Pachino come protagonista di quella storia che lo ha
toccato e che ha vissuto la cattura di un B.24D Consolidated Liberator e
del suo equipaggio, tra cui era presente una donna alla sua ventesima
missione di guerra, oltre a vedere l'atterraggio di alte autorità istituzionali
e militari italiane del tempo.
Molti gli aneddoti ricordati, non sempre supportati da fonti storiche,
ma testimoniati dai racconti di coloro che hanno vissuto quel periodo bellico.
Generoso il contributo dell'autore nei confronti della comunità, cui
ha restituito tasselli importanti affinché entrino a far parte della memoria
collettiva.
Un volume che fa luce dopo settant'anni dall'ultima guerra mondiale
su un passato poco noto, ma senza dubbio pieno di fascino e di interesse
territoriale.
Eleonora Romano
Editore Morrone 2012
pagg. 84, € 14,00
Airport Pachino
la storia dimenticata di un
Regio Campo di Aviazione
O 2012I
( RECENSIONE DEL LIBRO SULLA RIVISTA CULTURALE: I SIRACUSANI DI APRILE – GIUGNO 2012 )
Airport Pachino
la storia dimenticata di un
Regio Campo di Aviazione
la storia dimenticata di un
Regio Campo di Aviazione
Pippo Bufardeci
84 pagine dense di storia, di luoghi, di persone e fatti di un territorio
posto a sud di Siracusa, la cittadina di Pachino. L'autore racconta con dovizia
di particolari e con lo stile giornalistico dell'informazione l'esistenza sul
quel territorio di un Regio Campo di Aviazione, sorto durante la II guerra
mondiale per depistare gli aerei nemici e proteggere il più importante e
vicino aeroporto di Comiso, bersaglio ambito in periodo di guerra.
Raccontando delle contrade a ridosso del campo di aviazione, dei suoi
abitanti, del sistema di difesa, sorto intorno, della cattura di aerei nemici,
Bufardeci ci parla di Pachino come protagonista di quella storia che lo ha
toccato e che ha vissuto la cattura di un B.24D Consolidated Liberator e
del suo equipaggio, tra cui era presente una donna alla sua ventesima
missione di guerra, oltre a vedere l'atterraggio di alte autorità istituzionali
e militari italiane del tempo.
Molti gli aneddoti ricordati, non sempre supportati da fonti storiche,
ma testimoniati dai racconti di coloro che hanno vissuto quel periodo bellico.
Generoso il contributo dell'autore nei confronti della comunità, cui
ha restituito tasselli importanti affinché entrino a far parte della memoria
collettiva.
Un volume che fa luce dopo settant'anni dall'ultima guerra mondiale
su un passato poco noto, ma senza dubbio pieno di fascino e di interesse
territoriale.
Eleonora Romano
Editore Morrone 2012
pagg. 84, € 14,00
Airport Pachino
la storia dimenticata di un
Regio Campo di Aviazione
O 2012I
( RECENSIONE DEL LIBRO SULLA RIVISTA CULTURALE: I SIRACUSANI DI APRILE – GIUGNO 2012 )
84 pagine dense di storia, di luoghi, di persone e fatti di un territorio
posto a sud di Siracusa, la cittadina di Pachino. L'autore racconta con dovizia
di particolari e con lo stile giornalistico dell'informazione l'esistenza sul
quel territorio di un Regio Campo di Aviazione, sorto durante la II guerra
mondiale per depistare gli aerei nemici e proteggere il più importante e
vicino aeroporto di Comiso, bersaglio ambito in periodo di guerra.
Raccontando delle contrade a ridosso del campo di aviazione, dei suoi
abitanti, del sistema di difesa, sorto intorno, della cattura di aerei nemici,
Bufardeci ci parla di Pachino come protagonista di quella storia che lo ha
toccato e che ha vissuto la cattura di un B.24D Consolidated Liberator e
del suo equipaggio, tra cui era presente una donna alla sua ventesima
missione di guerra, oltre a vedere l'atterraggio di alte autorità istituzionali
e militari italiane del tempo.
Molti gli aneddoti ricordati, non sempre supportati da fonti storiche,
ma testimoniati dai racconti di coloro che hanno vissuto quel periodo bellico.
Generoso il contributo dell'autore nei confronti della comunità, cui
ha restituito tasselli importanti affinché entrino a far parte della memoria
collettiva.
Un volume che fa luce dopo settant'anni dall'ultima guerra mondiale
su un passato poco noto, ma senza dubbio pieno di fascino e di interesse
territoriale.
Eleonora Romano
Editore Morrone 2012
pagg. 84, € 14,00
Airport Pachino
la storia dimenticata di un
Regio Campo di Aviazione
O 2012I
( RECENSIONE DEL LIBRO SULLA RIVISTA CULTURALE: I SIRACUSANI DI APRILE – GIUGNO 2012 )
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