domenica 1 giugno 2014

BALLOTTAGGIO PER IL SINDACO DI PACHINO, FERRARA E BRUNO RIPARTONO ALLA PARI


Si è chiuso stamane alle 10 l’ultimo adempimento tecnico relativo al ballottaggio elettorale che si disputerà domenica prossima a Pachino per l’elezione del nuovo Sindaco.
Ieri si è invece conclusa la fase relativa alla nomina degli assessori per completare la squadra da proporre agli elettori.
Forse per la prima volta, da quando a Pachino si vota con il sistema diretto dell’elezione del Sindaco, nessuno dei due contendenti si è apparentato con altre liste oltre a quelle della prima tornata.
Eppure sembrava normale visto che vi sono stati ben nove candidati a Sindaco con numerose liste collegate e che i due aspiranti Sindaco che sono andati al ballottaggio non hanno fatto il pieno di preferenze capace di metterli al riparo da eventuali imprevisti.
Adesso la partita è tutta da giocare perché si ricomincia da zero e perché vi sono molti voti in libera uscita senza nessuna indicazione ufficiale da parte dei leader che sono stati votati nella prima tornata.
Vi sono molti osservatori politici che evidenziano come i voti che si liberano al ballottaggio appartengano a flussi elettorali che potrebbero dare maggiore vantaggio al candidato Ferrara in quanto sono espressione di cittadini che potrebbero essere più affascinati dalla proposta politica e dal tipo di comunicazione espressa da Ferrara rispetto a quella di Roberto Bruno.
Quest’ultimo, stante a questi ragionamenti, avrebbe già dato quasi il massimo al primo turno elettorale ed il suo bacino cui attingere nuovi voti sia molto ristretto in quanto i flussi elettorali che confluirebbero su Bruno si sono quasi tutti già espressi evidenziando la loro consistenza e la loro poca capacità di ulteriore espansione.
Quello che però adesso sembra evidente è che si ricomincia daccapo ed alla pari fra i due candidati per cui la vittoria finale dipenderà esclusivamente dalla capacità dei propri sostenitori di organizzarsi per potere contattare il maggior numero di elettori possibile che hanno già votato al primo turno, ma soprattutto coloro che hanno scelto altri candidati e che adesso si trovano a decidere se optare per Ferrara o Bruno.
Il resto lo determineranno le proposte che i candidati faranno per governare il paese, la loro capacità di appeal verso gli elettori, la credibilità personale, la squadra scelta per gli assessorati e le teoriche convenienze che potrebbero avere i gruppi organizzati a scegliere l’uno o l’altro anche senza apparentamento ufficiale.
Un altro aspetto da evidenziare è quello relativo alle numerose liste che non hanno superato il quorum del 5% previsto per accedere all’assegnazione dei seggi così come non si può non constatare come anche parecchi candidati a Sindaco hanno raggiunto un numero di voti di assoluta inconsistenza elettorale così come molti candidati non hanno ricevuto nessun voto ed intere famiglie si sono candidate in partiti e schieramenti di versi.
A mio avviso tutto ciò  è il frutto di una marcata improvvisazione e di una incultura politica che porta a pensare che il fare politica o  amministrare un comune sia da considerarsi alla stessa stregua di una scampagnata, di un giorno di festa o di una carnevalata ove mettere la faccia su un manifesto, un fac – simile, girare amici e parenti del paese o farsi vedere in qualche televisione locale .
In questa situazione il cosiddetto rinnovamento non può che essere solo di facciata fino a quando non si capirà l’importanza della politica vera, della gestione seria della cosa pubblica e della selezione della classe dirigente non in funzione solo dell’età, ma della capacità, dell’intelligenza e della credibilità personale.
Pippo Bufardeci
01.06.2014

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