mercoledì 12 marzo 2008

ELEZIONI: BASTA UN DITO

Con la presentazione ufficiale delle liste si è messa ufficialmente in moto la giostra elettorale che porterà alla elezione dei rappresentanti del popolo a sedersi nei piani alti del potere nazionale.
Quando parliamo di elezione e di rappresentanza sappiamo purtroppo che si tratta sempre più di un eufemismo dal momento che ormai la candidatura è sinonimo di elezione per l’ottanta per cento degli interessati in quanto sanno, in base alla loro posizione in lista, di essere già deputati prima di
iniziare la corsa.
Solo per un venti per cento e forse meno esiste una certa suspence dovuta alla percentuale di voti che prenderà la lista e se sarà in grado di assicurare qualche eletto in più rispetto al preventivato.
E’ talmente piatto l’interesse verso le elezioni ed ininfluente il rapporto fra il territorio e l’eletto che ci si permette il lusso di non candidare personaggi locali e di riempire le liste di candidati provenienti dalle zone più diverse del territorio nazionale e shakerati con il solo obiettivo di essere funzionali ai disegni di chi li ha proposti.
D’altronde la stragrande maggioranza degli eletti avrà solamente il compito di schiacciare un bottone a secondo dell’ordine ricevuto e dovrà usare più il dito che il cervello.
Quindi non importa più di tanto se il dito che rappresenterà la provincia di Siracusa , o qualsiasi altro territorio, sarà altoatesino o locale.
Dobbiamo anzi essere contenti che, almeno per ora, sarà comunque italiano perchè non hanno ancora pensato alle imitazioni cinesi.
Ecco allora che gli aggettivi utili per qualificare queste elezioni sono: piatte e vuote.
Piatte perchè immerse in un disinteresse generale da parte della stragrande maggioranza dei cittadini perchè solo il pubblico delle telenovelas si interessa ad esse, ma sotto il profilo del gossip.
E’ anche la conseguenza del senso del vuoto che caratterizza la politica attuale.
Non si sono nemmeno sforzati di cercare programmi diversi ed alternativi fra i vari schieramenti quale conseguenza di visioni culturali diverse nell’approccio ai problemi.
No. Se li sono copiati l’uno con l’altro come se li avessero stampati da un comune sito internet.
Difatti la discussione è solamente incentrata sui sondaggi oppure, ultima novità, sulle quote che gli allibratori che assegnano ad uno schieramento od all’altro in caso di vittoria.
Per gli addetti ai lavori, quelli che prima erano animati dal furore dell’identità o dell’appartenenza, è venuto meno anche il fastidio delle interminabili riunioni per decidere le rappresentanze od i programmi perchè non si fanno neppure riunioni di organismi di partito.
Si ritrovano al bar un paio di persone e decidono tutto evitandoti il disturbo di pensare e di dire la tua.
Scelgono tutto loro fra gli amici fidati e possibilmente fra i parenti se non addirittura fra i propri figli.
Più la famiglia è numerosa e più hanno possibilità di indicare candidati ai più svariati incarichi
Svolgendo, nel contempo in proprio la funzione sociale disconosciuta dalle istituzioni, di valorizzare le famiglie che hanno dato un forte contributo alla procreazione.
Potremmo continuare su questa falsariga di umorismo venato di tristezza se non ci accorgessimo sempre più che gli aggettivi ” piatta e vuota “ stanno fortemente veleggiando per rendere tale anche la nostra democrazia.

Siracusa 12. 03. 2008 per il settimanale “ LA DOMENICA “ Pippo Bufardeci

Nessun commento:

Posta un commento