domenica 19 febbraio 2012

VISENTIN SEMPRE PIU’ SFILACCIATO


Non si prospettano giorni tranquilli per l’amministrazione comunale di Siracusa e per il sindaco Visentin che, ogni giorno di più, sembra sempre più isolato dalla sua stessa maggioranza.

Troppi sono i distinguo sia di natura politica che amministrativa e troppo poco le convergenze da parte di tutti i soggetti che dovrebbero contribuire a dare soluzioni idonee in questo momento di crisi.

Vi sono i distinguo che si manifestano da parecchio tempo da parte del gruppo di Grande Sud di Titti Bufardeci che non manca di argomentarlo anche su importanti problemi cittadini che fanno, di questo alleato, un importante separato in casa.

Adesso anche Pippo Gianni manda segnali di insofferenza rispetto a Visentin ed alla sua maggioranza.

L’ultimo motivo del contendere pare sia l’esito della votazione relativa alla nomina dei revisori dei conti che ha visto il proprio candidato, che doveva essere il nuovo presidente, non ottenere i voti necessari per essere eletto.

L’onta di questa mancata elezione è resa maggiormente indigesta dalle voci circolate con insistenza che davano la colpa ad un’intesa fra pezzi della maggioranza comunale ed il gruppo del Fli di Fabio Granata.

I riscontri li avremo nei prossimi giorni, ma il quadro che si prospetta non fa ben sperare per le sorti di questa amministrazione comunale .

Anche il recente congresso del Pdl che, per la prima volta nella sua storia provinciale, si è svolto attraverso una votazione partecipata degli iscritti, non fa intravedere sereni orizzonti.

La corazzata dei berlusconiani della prima ora rappresentata da Angelo Bellucci pare che abbia trovato la sua isola del Giglio dal momento che sembra si sia arenata ed abbia ottenuto la vittoria di stretta misura sull’altro gruppo rappresentato da Enzo Vinciullo.

Gli effetti di questo congresso si faranno presto sentire sia nella formazione delle liste alle prossime elezioni amministrative nei vari comuni sia soprattutto in fase di preparazione della lista per le elezioni regionali . E non saranno tutti baci ed abbracci.

Questa nuova fase di posizionamento e di gestione dei nuovi equilibri politici interni avrà i suoi riflessi al comune di Siracusa e sul sindaco Visentin.

Difatti nessuno permetterà che, nel comune capoluogo, vi sia l’egemonia dell’uno rispetto all’altro che sarà concorrente nelle battaglie più dure e cioè la composizione delle liste regionali e nazionali che vedranno la resa dei conti fra Bellucci, Vinciullo, Gianni e Bufardeci quali azionisti dell’attuale maggioranza comunale.

Se a questa situazione aggiungiamo le zone d’ombra che caratterizzano anche la formazione sempre più ritardata e sempre più sfilacciata del terzo polo provinciale, se ne deduce che le situazioni politiche provinciali non permetteranno quella stabilità amministrativa che sarebbe necessario avere in un momento di grave crisi economica ed occupazionale.

( Pubblicato sul settimanale Timeaut in edicola )



mercoledì 15 febbraio 2012


TI INVITO PER MERCOLEDI’ 22 FEBBRAIO ALLE ORE 18 PRESSO I LOCALI DELL’ISTITUTO MUSICALE G. PRIVITERA DI VIALE REGINA MARGHERITA A SIRACUSA ( VICONO DOLCIDEA E LICEO SCIENTIFICO CORBINO )

PER LA PRESENTAZIONE DEL MIO LIBRO: SE LA MEMORIA SI FA STORIA – umori, costumi e personaggi del paese di ieri -.

GRAZIE

PIPPO BUFARDECI

sabato 11 febbraio 2012


MERCOLEDI’ 22 FEBBRAIO 2012 ALLE ORE 18,00

SCUOLA MUSICALE “G. PRIVITERA” VIALE REGINA MARGHERITA

( Vicino Liceo Scientifico Corbino ) SIRACUSA

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “ SE LA MEMORIA SI FA STORIA

di Pippo Bufardeci

RELATORI:

CORRADO DI PIETRO Poeta e scrittore

PAOLO MAGRO Storico

ASSUNTA RIZZA Assistente Sociale

martedì 7 febbraio 2012

DIREZIONE UDC: NOMINATO L'UFFICIO POLITICO


Stasera 7 febbraio 2012 si è svolta la riunione della direzione provinciale dell'UDC di Siracusa per procedere all'assegnazione degli incarichi ai fini della definizione della struttura del partito a livello locale.
Oltre al segretario provinciale Edy Bandiera e del presidente Pippo Sorbello, già eletti dal congresso provinciale, sono stati nominati:

Pippo Bufardeci - vice presidente e responsabile dell'organizzazione e dell'ufficio elettorale
Roberto Pasqua - vice presidente e responsabile del tesseramento
Giovanni Magro - vice segretario
Marco Capillo - vice segretario e responsabile amministrativo
Carmelo Tringali - responsabile enti locali
Michele Stornello - coordinatore per Siracusa città e responsabile della formazione

La direzione provinciale ha altresì deciso, in merito alla complessa situazione del comune di Avola, che sosterrà le elezioni amministrative nella prossima primavera, di affidare un mandato di verifica della realtà locale del partito al segretario ed al presidente, al fine di raccogliere elementi per una definitiva decisione in merito alla composizione della lista ed alle alleanze.
Subito dopo i lavori della direzione provinciale si è svolto un incontro fra alcuni amici di Avola vicini a Giovanni Magro ed a Pippo Caruso per ascoltare il loro punto di vista sulla situazione locale.
Bandiera e Sorbello incontreranno domani i componenti del coordinamento del partito ad Avola con il responsabile Michele Murè ed il presidente Paolo Magro per poi riferire in direzione.

MENTRE LA CRISI IMPERA I GRUPPI DIRIGENTI LATITANO


Mentre si fa sempre più difficile la conduzione dei normali rapporti sociali delle famiglie a causa della continua e marcata crisi economica, le istituzioni della nostra provincia sembrano non accorgersene.

Il lavoro continua a non trovarsi per i giovani e si accentua la fuoruscita dallo stesso da parte di lavoratori non più giovani che si ritrovano disoccupati.

E’ la logica conseguenza di una situazione complessivamente difficile per il nostro Paese e per l’intera Europa in un quadro di crisi del modello di sviluppo globale che ha caratterizzato l’economia degli ultimi anni. Certamente non si può stare a guardare, ma è necessario che si prendano le opportune iniziative.

Sia per gestire la crisi stessa che per individuare azioni e soluzioni che,nello specifico delle varie realtà locali, possano contribuire a rendere meno dirompente i propri effetti.

E’ nei momenti difficili che si misura la validità di una classe dirigente locale che opera nella politica, nelle istituzioni, nell’imprenditoria e nel sociale.

Purtroppo la risposta dell’intera classe dirigente locale a questa situazione di emergenza è disarmante e mette in luce l’inadeguatezza di una struttura dirigenziale che si limita solo a gestire l’esistente e non sa essere propositiva.

Lo vediamo nella politica dove i discorsi dominanti riguardano esclusivamente il posizionamento dei singoli attori politici che cercano nuove collocazioni per diventare deputati o per essere riconfermati nella perenne occupazione di qualche scranno sempre pro domo sua.

Sarebbe ora che molti deputati, senatori , sindaci e presidenti vari che quando non erano nessuno contestavano i loro predecessori per la lunga permanenza in posizione di potere, mettessero in atto queste loro originarie idee e togliessero il disturbo visto che anche loro sono sulla breccia da tanti anni e certamente non occuperanno alcuno spazio nei libri di storia.

Ma anche la nostra classe imprenditoriale, spesso in commistione con la politica che si fa imprenditrice essa stessa, non dimostra alcuna capacità di proposta per potere gestire l’attuale fase di crisi e per guardare con serietà al futuro. Si è ancora prigionieri delle lamentele e delle richieste di sussidi e contributi che non esistono più. Anche la forte mobilitazione di molte categorie produttive, che hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni le rivendicazioni giuste di comparti importanti che si trovano in crisi profonda, si sono poi afflosciati nel momento della proposta concreta.

Ognuno l’ha sparata quanto più grossa possibile dimostrando l’inadeguatezza della guida della protesta che ha messo in atto solo un calderone dove si è detto tutto ed il contrario di tutto.Ha finito per rendere poco credibili anche le proposte più serie. Manca una chiara cultura della conoscenza dei problemi e la individuazione delle soluzioni possibili in un quadro realistico e non di fantasia.

In tutto questo quadro di desolazione propositiva spicca anche l’assenza delle forze sindacali e dei partiti che non riescono a trovare il bandolo della matassa e restano inermi mentre sarebbe il loro momento per giuste e costruttive proposte e per concordare tavoli di confronto e di azione nell’interesse esclusivo dell’intera provincia.


domenica 5 febbraio 2012

SI RIUNISCE LA DIREZIONE PROVINCIALE UDC


La Direzione provinciale dell'UDC è convocata per martedì 7 febbraio alle ore 20 presso la sede provinciale per discutere gli argomenti relativi all'assetto interno al partito.
Sicuramente si procederà alla nomina di due vice presidenti e di due vice segretari provinciali nonchè alla nomina dei firigenti dei principali uffici.
Questo assetto, cui poi seguiranno le nomine degli altri uffici provinciali che determineranno la presenza del parito nella realtà provinciale, sarà subito in grado di affrontare i problemi organizzativi del partito e le tematiche relative ai comuni dove si voterà la prossima primavera.
Sono temi importanti sia per le alleanze, ma soprattutto per la composizione delel liste del partito che, in alcuni comuni, vedi Avola, presentano aspetti difficili e non di facile soluzione.
Il partito ha però il dovere di tracciare le linee guida per ogni comune e di scegliere soluzioni gradite a tutti per il bene delle amministrazioni locali e per un proficuo lavoro dei nostri eletti.
Dove non sarà possibile si dovrà decidere sulla base di soluzioni e su scelte le meno traumatiche possibili.
Intanto è quasi ufficiale la convocazione della prima riunione del comitato provinciale del partito prevista per venerdì 17 febbraio con la presenza del coordinatore regionale Sen. Gianpiero D'Alia.

sabato 4 febbraio 2012

Minirimpasto, la Tossani al posto di Guarnaschelli


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Cambio della guardia: Continua il rimescolamento di carte nella squadra del sindaco Bonaiuto. Altri scossoni: Gambuzza lascia l’incarico di coordinatore di Rinascita: «Ma il movimento non va all’opposizione». Ed è rottura con Nastasi che non vuole sfiduciare Rabito. Intanto in città arriva un commissario della Regione per fare il punto sui debiti contratti dal Comune.

PACHINO – Mini rimpasto, ieri pomeriggio, nella giunta retta dal sindaco Paolo Bonaiuto. Il primo cittadino ha proceduto alla revoca dell’assessore Giorgio Guarnaschelli, nominando al suo posto il consigliere comunale Patrizia Tossani che manterrà la doppia veste di amministratore e di componente del civico consesso. La decisione è stata ufficializzata dopo una mattinata densa di trattative ed incontri. La nomina della Tossani è arrivata dopo la rottura definitiva con il consigliere Corrado Nastasi che si è rifiutato ancora una volta di sottoscrivere la mozione di sfiducia ai danni del presidente del Consiglio, Andrea Rabito, facendo così sfumare l’operazione di impeachment nei confronti della carica più alta delle assise cittadine.

La Tossani inaugura la nuova normativa regionale che consente di rivestire contemporaneamente il doppio ruolo di assessore e consigliere comunale. Ma anche altri scossoni hanno caratterizzato ieri l’agone politico cittadino. Il coordinatore di Rinascita, Giuseppe Gambuzza, ha comunicato le sue dimissioni dall’incarico nel movimento, in aperto dissenso con le scelte dell’amministrazione comunale. «La mia è una decisione individuale – ha affermato –, fatta per motivi personali, e non significa che il movimento Rinascita passi all’opposizione. Ritengo però che, dopo un periodo di lunga attività, sia venuto il momento di dedicarmi di più alla famiglia e al mio lavoro». A dare solidarietà a Gambuzza è stato immediatamente il presidente del civico consesso Rabito che ha affermato: «Spesso l’impegno politico risulta eccessivamente logorante. Credo che dietro le motivazioni personali di Gambuzza ci siano altri elementi che lo hanno indotto a questo passo. Ritengo infatti che Gambuzza sia una persona per bene e che non poteva condividere ed avallare le scelte fatte dall’amministrazione». Rabito inoltre ha presentato una nota al primo cittadino con la quale chiede copia di tutte le determine con cui sono stati liquidati i canoni per il pagamento della ditta di Rsu e delle fatture presentate dalla ditta Busso con il riscontro di regolarità.

Per Rabito infatti, «potrebbero profilarsi irregolarità tra i servizi da svolgere per contratto e quelli aggiuntivi commissionati dall’amministrazione comunale». Intanto, ieri è arrivato a Pachino un commissario regionale per fare il punto sui debiti contratti dal Comune di Pachino con la Regione. Da una verifica però, sarebbe emerso addirittura un credito vantato dalla casa municipale. Sulla base delle fatture emesse infatti, le somme sarebbero già state pagate. Il sindaco Paolo Bonaiuto ha sottolineato come le passate giunte abbiano accumulato un debito di oltre un milione e 300 mila euro e non abbiano mai rendicontato i rapporti con Palermo. Sul fronte del Pdl, frattanto, la coordinatrice Santina Baglivo ha affermato che nessun consigliere comunale del Pdl può permettersi di sottoscrivere la sfiducia al presidente del Consiglio che appartiene allo stesso partito. Un chiaro messaggio a Giannone e Gabeli che invece avrebbero già sottoscritto il documento di sfiducia.

Autore: Salvatore Marziano.

Fonte: La Sicilia 04/02/2o12

NOTA:

Continua a non avere pace il comune di Pachino.

Possiamo solo sperare, ma vanamente, che si decidanpo a capire che i giuochi di potere ed il valzer delel poltrone non hanno niente a che vedere con gli interessi di Pachino e dei pachinesi che si sono rotte le scatole di una classe dirigente che pensa solo a se stessa.



mercoledì 1 febbraio 2012

Gli intrighi di palazzo per rifare la coalizione


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Ore convulse: Lunedì la seduta del Consiglio è saltata due volte perché le forze di governo erano riunite a parte Retroscena: Si vorrebbe «fare fuori» il presidente del civico consesso per mettere al suo posto la Tossani o Blundo. Ma sulla sfiducia a Rabito la maggioranza è spaccata. Nastasi: Impensabile proporre di cacciare Rabito che è solo uno dei problemi e non il problema. Il caso: Veletta non può ricoprire il ruolo di vicesegretario perché adesso ha un incarico come esperto esterno.

PACHINO – La maggioranza non si presenta in Consiglio comunale per discutere dei mancati pagamenti ai dipendenti e della regolarizzazione dei contrattisti, e il personale della casa municipale occupa simbolicamente l’Aula consiliare per alcune ore. È quanto accaduto lunedì sera. Una seduta, quella convocata dal presidente Andrea Rabito, che si è presentata subito come una cartina di tornasole per verificare la tenuta della compagine politica, ma anche per fare il punto sulla situazione economica delle casse municipali. Che la maggioranza, tuttavia, non intendeva partecipare alle assise municipali, si era capito subito dall’assenza, durante la prima chiamata, di tutti i consiglieri che sostengono Bonaiuto. La coalizione di governo era infatti impegnata, contemporaneamente, in un vertice all’interno del quale si sarebbe trovato l’accordo per sfiduciare il presidente del civico consesso, liberando così un importante ruolo da assegnare a chi è disponibile ad allargare la compagine di governo.

Ma la maggioranza non si è presentata in Aula neppure per la seconda chiama. Assente anche il segretario generale Lucia Minniti che invece si era mostrata puntuale per il primo appello. La Minniti si è fatta sostituire per l’occasione dal vicesegretario Maurizio Veletta. Tale episodio, tuttavia, non è stato gradito dai consiglieri in Aula che hanno contestato la presenza di Veletta in quanto, essendo questi in aspettativa e presente al Comune non come dipendente ma come dirigente-esperto esterno, non avrebbe potuto ricoprire la carica di vicesegretario. Il dubbio che, dunque, la validità del Consiglio comunale potesse essere inficiata, ha spinto i consiglieri di opposizione a dichiararsi assenti, per cui la seduta è andata deserta. È stato a questo punto che i dipendenti, presenti in forze tra le file del pubblico, hanno deciso di occupare l’Aula trasformando la seduta in una tavola rotonda per manifestare il loro stato di disagio. Un malessere, quello del personale, che deriverebbe non soltanto dalla mancata percezione degli stipendi, ma da difficoltà relazionali con il primo cittadino. Sul piano strettamente politico, la maggioranza, dunque, intende ampliarsi sfiduciando il presidente del Consiglio.

Ciò spalancherebbe le porte del gradino più alto dell’Aula consiliare alla Tossani (fino a ieri in odore di assessorato) o a Salvatore Blundo (Rinascita). Non tutti però nella maggioranza sembrano d’accordo sulla sfiducia a Rabito. Per Corrado Nastasi «il problema non è il presidente del civico consesso. Io sono entrato in amministrazione – ha dichiarato Nastasi – per dare un segnale di buona amministrazione alla città. Ciò non è stato fatto, o è stato fatto solo in parte, motivo per cui non si può partire dalla sfiducia a Rabito che è solo uno dei problemi e non il problema». Nastasi dunque, non sarebbe disposto a sfiduciare l’attuale presidente. E il mancato accodarsi alla compagine di maggioranza potrebbe mettere a rischio il suo rappresentante in Giunta, Guarnaschelli.

Autore: Salvatore Marziano.

NOTA: Le lotte personali continuano a farla da padrone nel martoriato paese di Pachino che alla perenne cattiva amministrazione somma una sempre più viscerale faida personale che, allo spettacolo pietoso, aggiunge la mancata speranza di un minimo futuro positivo per questo paese.