domenica 15 dicembre 2013


IL MATTARELLUM ADESSO PIACE MA ATTENTI ALLE FURBATE

Con la recente sentenza della Corte Costituzionale che, ha cassato alcune parti dell’attuale legge elettorale, detta Porcellum, è iniziato il teatrino delle proposte e delle controproposte.
Non tutti coloro che si cimentano in questo nuovo gioco di indicare le prossime regole della lotta politica capiscono di cosa parlano.
Abbiamo così letto che, una volta cassata la legge in vigore, sarebbe subentrata quella precedente e cioè il Mattarellum come se ci trovassimo in presenza di eletti e non eletti.
Allo stesso modo abbiamo ascoltato interviste ed interventi confusionari e poco conducenti ad una vera e seria legge elettorale perché ciascuno vede il pezzo che più si potrebbe sposare con i propri interesse personali e di parte politica.
Per cercare di fare un po’ di chiarezza basta partire dalle cose più elementari.
La prima è che  una legge elettorale deve rispondere agli interessi della stragrande maggioranza dei cittadini che, nelle regole che essa esprime, devono ritrovarsi per difendere le istituzioni indipendentemente se si svolge il compito di maggioranza o di opposizione.

Quindi essa non si può attuare a colpi di maggioranza o con le furbate di qualche politichetto che si sente primo della classe, ma va ricercata un’ampia convergenza anche su un progetto di società che si intende costruire con lo strumento elettorale.
Seconda cosa è che non subentra automaticamente nessuna legge elettorale a quella attuale, ma si deve procedere alla approvazione parlamentare di una nuova legge anche se si dovesse scegliere di ritornare ad applicare, in toto, una precedentemente utilizzata.
In questa fase il vero problema di fondo, che molti tentano di offuscare, è quello che riguarda la scelta dei rappresentanti parlamentari direttamente da parte degli elettori oppure da parte dei capi bastone e delle strutture partitiche.
Non vi è dubbio che chi adesso propone di ritornare al Mattarellum, secondo la versione originaria, non fa altro che impedire la scelta diretta da parte dei cittadini evitando le preferenze.
Difatti, sia i candidati nei vari collegi che quelli indicati per la lista proporzionale del 25% degli eletti, sono tutti scelti dagli apparati e non dai cittadini.
E non si venga a parlare di primarie che, come si svolgono adesso, sono solo un momento propagandistico di qualche partito e non una sicurezza per gli elettori.
Basterebbe solo ricordarsi le polemiche sui brogli elettorali e sulle tessere che determinano la poco affidabile platea elettorale.
Allora la soluzione più rispondente ad un sistema democratico che possa fare ritornare ai cittadini il gusto dell’importanza della politica deve essere quella che, attraverso le preferenze, li possa  fare risentire protagonisti.
Allo stesso modo bisogna riagganciare gli eletti al territorio ed alle esigenze dei cittadini e non renderli vassalli o servi sciocchi di chi detiene il potere di ricandidarli.
Il Mattarellum è una buona base di partenza se lo si rinnova inquadrandolo nella logica della maggiore partecipazione dei cittadini nella scelta degli eletti senza le furbate di chi vorrebbe cambiare per continuare a fare il padre padrone degli eletti.
Pippo Bufardeci
15/12/2013

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