venerdì 12 giugno 2009

ELEZIONI: LA DEMOCRAZIA CRISTIANA PRESENTA A PACHINO UNA NOTA DI VERIFICA DEI VOTI

La Democrazia Cristiana per le Autonomie, tramite i propri delegati di lista, Corrado Bufardeci e Joe Frasi, ha presentato una nota di verifica dei voti della lista al segretario comunale di Pachino.
La nota è stata trasmessa al presidente della commissione elettorale che sta esaminando i verbali dei seggi.
Nella nota si evidenzia come alcuni verbali riportano in modo errato le somme dei voti attribuiti alla lista in base al prospetto di pagina 43 del verbale per cui molte di queste somme risultano inferiori a quelle che realmente dovrebbero essere.
Secondo quanto è dato sapere sembra che già, in alcune sezioni, ciò sia stato accertato con il recupero di voti da parte della lista Democrazia Cristiana per le autonomie.
Secondo i delegati di lista, però, il controllo completo dovrebbe portare la lista stessa ad avere assegnati altri voti che le permetterebbero di risultare la più votata fra quelle dello schieramento che hanno appoggiato la candidatura di Paolo Bonaiuto a Sindaco di Pachino.
Sul piano pratico il riconoscimento di questi voti porterebbe all'assegnazione certa di due consiglieri comunali con la possibilità, in caso di vittoria di Bonaiuto, del terzo consigliere.
Se la commissone elettorale non dovesse prendere in considerazione la tesi dei delegati e non procedesse alla verifica della giustezza delle somme di voti nei verbali, si dovrebbe presentare successivo ricorso al Tribunale di Siracua e non al TAR in quanto non si chiede la verifica delle schede.

mercoledì 10 giugno 2009

COLPO DI SCENA A PACHINO: LA DEMOCRAZIA CRISTIANA PRIMO PARTITO


UN INASPETTATO COLPO DI SCENA POLITICO SI STA VERIFICANDO A PACHINO DOPO LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE.
DOPO LA GIA' BRILLANTE AFFERMAZIONE DELLA LISTA DEMOCRAZIA CRISTIANA PAR LE AUTONOMIE CHE I CONTEGGI UFFICIOSI DAVANO AL TERZO POSTO FRA QUELLE DELLO SCHIERAMENTO DEL CANDIDATO A SINDACO BONAIUTO, ADESSO I CONTEGGI IN ATTO DEI VERBALI DEI SEGGI LA DANNO AL PRIMO POSTO.
PRIMA DELLA TRADIZIOANLE CIVICA RINASCITA E DELLA STESSA PDL-
UN RISULTATO INSPERATO PER UNA LISTA NATA DA POCHE SETTIMANE.
MERITO DEI CANDIDATI, ELETTI E NON, CHE HANNO LOTTATO E RICEVUTO CONSENSI PER LA LORO CAPACITA' E PRESENTABILITA', MA ANCHE MERITO DI TUTTI COLORO CHE HANNO LAVORATO DIETRO LE QUINTE E SOPRATUTTO DI BUFARDECI CHE' STATO L'ANIMA ORGANIZZATIVA E STRATEGICA.

AUTOSTRADA SIRACUSA-GELA : SEGNALETICA DA DEFICIENTI

Non è la prima volta che evidenziamo le disfunzioni, a volte demenziali, che si riscontrano nella gestione della segnaletica su questa martoriata e mal riuscita autostrada dell'estremo sud d'Italia che ampollosamente si chiama Siracusa-Gela e che dopo cinquanta anni arriva appena a Rosolini.
Senza nessun preavviso, percorrendo nel pomeriggio l'autostrada, mi sono imbattuto nell'ulteriore cervellotico uso della segnaletica.
A poche decine di metri dallo svincolo di Noto un cartello seminascosto e poco leggibile segnala la chiusura dello stesso svincolo senza dare ulteriori indicazioni.
Parecchie macchine si sono fermate quasi in fila per capire come orientarsi fra cui degli esterefatti ed impauriti turisti.
Il risultato è stato che, per andare a Noto, ma anche a Pachino e Portopalo, bisogna uscire a Rosolini ove, uscendo dall'autostrada non vi è un solo cartello che indica la direzione di Noto.
Vi immaginate l'allegria dei turisti che non sanno come orientarsi?
Ma anche per coloro che si devono recare a Pachino e Portopalo costretti a percorrere almeno venti chilometri in più?
Quanto sarebbe costato mettere un cartello con l'indicazione della chiusura dello svincolo di Noto in quello di Avola che avrebbe permesso di orientarsi prima uscendo subito e risparmiando venti chilometri in più?
E il cartello all'uscita di Rosolini indicante anche Noto?
Indubbiamente questa autostrada è nata sotto una cattiva stella, ma anche con l'aggiunta di molta deficienza da parte di molti operatori del consorzio.

FERMENTO NELLE LISTE DI PACHINO PER ASSESSORATI ED APPARENTAMENTI

Fervono a Pachino gli incontri fra il frastagliato mondo politico elettorale per riuscire a trovare l'equilibrio più idoneo per affrontare il prossimo ballottaggio.
Non si tratta di un lavoro facile perchè ciascuno cerca di portare acqua, anche se sporca, solo al proprio mulino disinteressandosene di quella degli altri.
Sono questi i casi in cui si evidenzia con maggiore virulenza il tradizionale egocentrismo dei pachinesi.
Tutti e due gli schieramenti sono alle prese con il premio, in assessori e posti vari, che bisogna assegnare agli alleati del primo turno ed a quelli che si aggiungeranno.
Lo schieramento di Paolo Bonaiuto, nella fase iniziale, aveva scelto un assessore vice sindaco nella persona di Sorbera, indicato dalla lista dell'MPA ufficiale come precondizione per l' impegno elettorale a favore di Bonaiuto.
Nell'Mpa ufficiale non vi erano uomini del deputato Gennuso in quanto presentatore di un'altra lista civica di sua ispirazione.
L'altro assessore indicato, per evitare di scegliere fra le altre listre, è stato il sen. Centaro con lo scopo evidente di dimostrare la viciannza al candidato sindaco e la disponibilità a riaprire i giuochi nel ballottaggio.
La stessa cosa ha fatto il raggruppamento Rotta inserendo, quali assessori, i rappresentanti provinciali dei partiti.
Ciò perchè la " coperta " degli assessorati si è ulteriormente ristretta, a causa della nuova legge, passando da otto a quattro.
Alla luce dei risultati elettorali, nello schieramento Bonaiuto, si creano dei problemi ulteriori perchè la lista che ha espresso il vice sindaco, non ha ottenuto nessun consigliere comunale non avendo superato la soglia del 5%.
Sono in molti a chiedere le dimissioni del vice sindaco indicato per equilibrare la presenza delle forze che hanno ottenuto consiglieri eletti, ma sembra che l'MPA non ci voglia sentire.
Anche l'altro schieramento non dorme sonni tranquilli perchè è anch'esso alle prese con la quadratura del cerchio degli assessorati.
L'altro nodo che accomuna entrambi gli schieramenti è rappresentato dalle nuove alleanze per aumentare il proprio parimonio elettorale uscito dal primo turno e tutti gli occhi sono puntati sullo schieramento di Preziosi.
Intanto continua il lavoro del controllo dei verbali elettorali e pare che i numeri ufficiosi indicati per i voti di alcune liste potrebbero subire lieve, ma significative variazioni.

martedì 9 giugno 2009

SUCCESSO A PACHINO PER LA LISTA DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA

Le elezioni comunali che si sono concluse domenica sera a Pachino non hanno permesso a nessun candidato sindaco di essere eletto al primo turno.
Saranno Bonaiuto e Rotta a condendersi, nel ballottaggio, la poltrona di primo cittadino di Pachino.
Non sarà facile per nessuno dei due candidati e bisognerà aspettare l'ultimo momento per conoscere il nome del nuovo primo cittadino.
Intanto conosciamo già i risultati riguardanti le liste che partecipano all'assegnazione dei seggi di consigliere comunale.
Per quanto attiene le liste che hanno appoggiato la candidatura di Paolo Bonaiuto evidenziamo che esse, solo per pochi voti, hanno fallito l'obiettivo di raggiungere il 50 più uno dei voti validi per assicurarsi, da subito, il premio di maggioranza.
Bisognerà, adesso, attendere la elezione del nuovo Sindaco per rifare i conti in merito all'assegnazione dei seggi.
Però, nel panorama politico locale salta agli occhi il brillante successo ottenuto dalla lista Democrazia Cristiana per le Autonomie che, sia pure nata da poche settimane, ottiene 990 voti di preferenza che la piazzano al terzo posto assoluto nella coalizione a soli 30 dal primo partito che è la PDL e distanziata di soli 3 voti dalla civica tradizionale di Pachino che è il movimento Rinascita.
All'interno di questa lista si piazza al primo posto Sebastiano Rosa seguito da Massimo Agricola, Roberto Fermo e dalla rivelazione Valeria Drago.
Un successo che va ascritto anche a tutti coloro che hanno dato il loro contributo con i voti di preferenza e con l'organizzazione e l'elaborazione della strategia elettorale.
Adesso la scommessa, oltre a vincere il ballottaggio, sarà quella di assicurare un percorso di continuità a questa nuova realtà politica pachinese.

sabato 6 giugno 2009

ELEZIONI COMUNALI A PACHINO


DEMOCRAZIA CRISTIANA PER LE AUTONOMIE.

VOTA LA LISTA e SCRIVI IL NOME DI UN CANDIDATO.

Collegata al sindaco:
PAOLO BONAIUTO


mercoledì 3 giugno 2009

SIRACUSA GELA: CARTELLI RACCOMANDATI ?

Finalmente, sull'autostrada Siracusa-Gela, dopo la nostra presa di posizione che ha evidenziato l'assenza di segnaletica indicante l'uscita per il comune di Pachino, è comparso un cartello riparatore.
Venendo da Siracusa, a pochi metri dall'uscita per Noto, è stato installato un cartello ove vengono indicati, come usufruitori della stessa uscita, anche il comune di Portopalo di Capopassero, la frazione di Marzamemi, Pachino e la Villa del Tellaro.
Tutto normale tranne che in un particolare.
Il comune di Portopalo viene riportato per primo e per esteso tale da occupare tutta la parte superiore del cartello e, nella parte in basso, Marzamemi e Pachino, relegato nel cantuccio inferiore.
Secondo noi andava evidenziato per primo il comune di Pachino visto che, non solo viene per primo come posizione geografica dopo l'uscita, ma è anche il più grande per territorio e popolazione.
Ma è stato indicato dopo la sua stessa frazione di Marzamemi.
Forse anche i cartelli stradali subiscono il fascino della raccomandazione visto che il Sindaco di Portopalo è membro del consorzio dell' autostrada e quello di Pachino nemmeno esiste?

domenica 31 maggio 2009

GUERRA ALLA REGIONE SICILIA CON RIDICOLE SOSPENSIONI POLITICHE


La guerra che si prevedeva nella maggioranza politica regionale, con la nomina dell'On. Castiglione a Coordinatore della PDL e con la sua non celata contrapposizione al presidente della Regione on. Raffaele Lombardo, è puntualmente arrivata con largo anticipo.
Essa ha letteralmente spaccato, non solo la vecchia maggioranza di centro destra, ma sopratutto il partito di Berlusconi ove la non abitudine alle discussioni interne ed alle relative correnti, ha prodotto effetti traumatici sia per la PDL che per le prospettive della gestione degli interessi della Sicilia.
Avevamo già visto che alcuni provvedimenti regionali, quali quelli sulla sanità, che andavano ad intaccare consolidati interessi politici e di potere avevano avuto un iter travagliato ed aperto le contrapposizioni così come l'azione spesso irruenta del Presidente ed il venir meno di solidarietà elettorali quale quella fra il duo Cuffaro-Lombardo prima e dopo le elezioni regionali.
I siciliani si erano fatti un'idea abbastanza chiara su chi era dedito a frenare e chi spingeva invece per cambiare.
Però, mentre tutti ci aspettavamo una presa di posizione unitaria dei berlusconiani che, forti del loro peso politico ed elettorale, avrebbero potuto dettare l'agenda regionale dell'attività amministrativa e politica, abbiamo assistito ad un asse fra pezzi della PDL ed i cuffariani, che lavoravano per rimescolare le carte e fare finire la legislatura.
Per questa azione non si intravedono motivazioni d'ordine politico, visti anche i ruoli diversi e contrapposti che svolgono nel Parlamento l'UDC e la PDL, ma solo gruppi di potere a difesa di interessi specifici.
Può darsi che anche il presidente Lombardo, che ha giocato d'anticipo e l'altra metà del PDL che lo sostiene, abbiano loro interessi da difendere.
Però dalla loro parte hanno il vantaggio di avere creato la spaccatura sulla base delel tematiche regioanli e sulla difesa degli interessi della Sicilia rispetto a chi non contrappone altre tematiche politiche, ma accentra la propria contrapposizione sui rapporti personali difficili con il Presidente senza nemmeno indicare quali ed il perchè.
Anche la reazione di sospensione dei deputati che hanno accettato di entrare nella nuova Giunta Lombardo ci è sembrata frutto dell'arroganza delle persone che partecipano alle spartizioni regionali piuttosto che ancorata a motivazioni d'ordine politico o programmatico.
Si può ribattere ricordando che lo statuto del PDL prevede la sostensione di coloro che non seguono le direttive del partito.
Ma, in questo caso, le direttive del partito coincidevano solo con la volontà di rivalsa del Coordinatore regionale e dei suoi amici nei confronti di un assetto politico regionale che non piaceva loro piuttosto che su direttive sulle cose da fare.
Ma se così non fosse perchè nessuno ha mai convocato il partito o il gruppo parlamentare per trovare assieme le soluzioni da proporre e da portare avanti?.
Quindi la sospensione è ridicola, antidemocratica e repressiva rispetto a chi, eletto con i voti di preferenza, deve essere anche libero di lavorare nell'interesse del territorio che rappresenta e non burattino nelle mani del coordinatore di turno nominato dai vertici.
Per questo riteniamo di esprimere la nostra vera e sincera solidarietà, nella nostra provincia, all'on. Titti Bufardeci, che si è assunto l'onere di continuare il proprio impegno amministrativo a favore della regione Sicilia, subendo l'ira funesta del capetto di turno.
Siamo sicuri che, quando prevarrà il buon senso, questo provvisorio strappo avrà la giusta valutazione.

lunedì 25 maggio 2009

LOMBARDO ANTICIPA TUTTI ED AZZERA LA GIUNTA REGIONALE


Con una mossa inusuale, durante una campagna elettorale, il Presidente della Regione Raffaele Lombardo, ha azzerato la sua Giunta regionale di governo e rimesso tutto in discussione.
Il Presidente non è impazzito di colpo, ma ha anticipato quella che sarebbe stata sicuramente una mossa dei suoi alleati-avversari subito dopo il risultato elettorale per metterlo in difficoltà ed anche per creare le condizioni per mandarlo a casa.
E' a tutti nota la guerra che si sta combattendo all'interno della maggioranza di Governo regionale, che non ha eguali nella seconda Repubblica, fra pezzi di partiti, accordi trasversali e astio personale e, cosa riprovevole, fra alti rappresentanti delle istituzioni.
Molte prime donne, alcune anche cariatide, hanno iniziato una guerra di sopraffazione e di accaparramento di posizioni di potere personale ed amicale che nulla ha a che vedere con i reali problemi dei siciliani, ma perpetua solamente l'arretratezza culturale e politica della Sicilia e dei siciliani.
Non possiamo permetterci ancora di assistere a guerre fra bande politiche di qualsiasi colore e di qualsiasi appartenenza personale perchè i siciliani sono stufi di aspettare che si soddisfino solo le esigenze di cerchie di potere ristrette ed opprimenti dello sviluppo e della loro dignità.
Quindi ben venga l'azione atipica di Lombardo se essa servirà a fare chiarezza ed innesterà una nuova tendenza politica che privilegi la collettività rispetto agli affari dei pochi.
Ma Lombardo ed i suoi alleati-avversari devono anche sapere che il disprezzo dei siciliani si farà sentire con grande violenza se il tutto ripeterà, ancora una volta, le farse del passato.

L'ON. BURGARETTA LASCIA L'UDC ED ABBRACCIA RAFFAELE LOMBARDO


La notizia è di quelle che sono destinate ad incidere nel contesto politico-elettorale della nostra provincia.
L'on. Iano Burgaretta ha lasciato l'UDC per approdare nell' MPA di Raffaele Lombardo assieme ad un cospicuo gruppetto di suoi sostenitori che ricoprono anche incarichi istituzionali in alcuni comuni della provincia di Siracusa.
Dal punto di vista elettorale si tratta di un duro colpo per l'assessore regionale Pippo Gianni che vede la possibilità di un ridimensionamento del proprio partito in termini di voti anche se non avrebbe sicuramente ottenuto voti di preferenza da parte dell'ex deputato avolese in quanto i rapporti fra i due, negli ultimi mesi, erano abbastanza tesi.
A noi non interessano le motivazioni ufficiali o nascoste che hanno generato l'abbandono di Burgaretta del partito di Casini, ma non possiamo non sottovalutare che esse, così come i precedenti abbandoni da parte di altri esponenti del partito centrista, hanno una matrice comune.
Si tratta della gestione padronale di questo partito operata dal segretario provinciale Turi Magro con l'avallo dell'on. Pippo Gianni che tende a privilegiare elementi accondiscendenti piuttosto che aprire il partito ad una realtà plurale di idee e di uomini.
E' questa mancanza di spazio politico che non ha mai permesso la presenza di una classe dirigente ancorata alle tematiche politiche piuttosto che all'appartenenza familiare, amicale e della cerchia ristretta della corte.
Queste motivazioni politiche che hanno portato all'abbandono dell'UDC da parte di molti esponenti provinciali, compresi gli ultimi che sono confluiti nell'MPA di Lombardo, non necessariamente danno un'aureola all'on. Burgaretta per la scelta fatta in quanto egli stesso non ha saputo svolgere un'azione politica seria di contrasto difronte al potere esercitato dal duo Magro- Gianni, ma ha sempre preferito fare il sornione quasi accondiscendente.
Solo quando è stato toccato nel suo feudo elettorale di Avola ha lentamente reagito fino alla decisione dell'abbandono.
Solo dopo le elezioni europee sapremo se Burgaretta avrà prodotto un danno elettorale all'UDC siracusano capace di innestare una riflessione politica seria oppure varrà ancora la logica che il partito può anche perdere in termini elettorali purchè il potere decisionale rimanga sempre nelle mani delle stesse persone.