sabato 5 dicembre 2009

LE ASTENSIONI CONSILIARI NON SONO CRISI A PACHINO MA E' BENE CERCARE SOLUZIONI CONDIVISE


La stampa riporta stamattina, con una certa enfasi, la caduta della maggioranza consiliare a Pachino a causa di un certo numero di astensioni sull'approvazione di un debito fuori bilancio contratto dal comune.
Innanzituto dobbiamo capire di cosa stiamo parlando.
Trattasi di un debito fuori bilancio quando questo non è prevedibile all'atto dell'approvazione del bilancio di previsione e non è quindi inserito fra le voci del bilancio stesso.
Esso si produce a causa di una sentenza dell'autorità giudiziaria che ne intima il pagamento o per eventi calamitosi e non prevedibili o per essere stato prodotto da funzionari od amministratori comunali nell'esercizio delle loro funzioni sia per dolo o per necessità.
Esso è regolato da apposita normativa che restringe i campi di applicazione ed indica i passaggi amministrativi per il proprio riconoscimento e quindi per il pagamento.
Fuori da questi canoni non può essere riconosciuto e pagato.
Al Consiglio comunale è demandato l'ultimo atto del processo di riconoscimento dopo che i vari uffici hanno adempiuto al loro compito.
L'istruzione della pratica prevede, la verifica del soggetto che ha provocato il debito perchè potrebbe essere responsabile anche personale del pagamento, l'accertarsi che esistono i presupposti giuridici del riconoscimento, in quanto debito fuori bilancio e proporlo agli organismi elettivi.
Addirittura vi è un filone interpetrativo che assegna ai funzionari, come spesso avviene, il riconoscimento ed il pagamento del debito prima ancora della pronuncia del Consiglio comunale perchè quest'ultimo esercita solo una funzione di ratifica.
Ciò perchè non ha la competenza giuridica e di istruttoria che lo possa portare ad una decisone di riconoscimento che possa prescindere dalla decisione dirigenziale.
E' chiaro che, per questo motivo, nessuna amministrazione può chiedere al semlpice consigliere comunale, anche se di maggioranza, di votare a favore di un adempimento che lo rende responsabile di un atto che non conosce o di cui ha dubbi dovendone poi rispondere eventualmente all'autorità giudiziaria od alla Corte dei conti.
Quindi personalmente ritengo che il consigliere comunale che non agisce dolosamente nel tentativo di recare danno al soggetto interessato al debito fuori bilancio, ma in autotutela rispetto alla carenza documentale e di supporto al riconoscimento, ha tutto il diritto dovere di non votare, o di astenersi.
Ciò senza essere tacciato di venire meno al vincolo politico di maggioranza.
Detto questo è anche vero che diventa difficile gestire un gruppo di manggioranza molto articolato e disomogeneo come quello che ha alle spalle l'attuale amministrazione comunale.
Bene ha fatto quindi il Sindaco a dire che provvederà a limare le eventuali discrasie in seno alla maggioranza.
Ma lo deve fare tenendo conto della natura del fatto che può essere d'ordine tecnico giuridico o semplicemente politico.
Sul primo bisogna rimuovere le eventuali discrasie di natura amministrativa perchè non vi può essere altro metodo che possa richiamare i consiglieri comunali ad un utopistico dovere di maggioranza.
Sull'aspetto politico bisogna trovare soluzioni condivise, chiare e partecipative senza arroganza nè convinzione che l'intelligenza e la capacità politica sia appannaggio di pochi soggetti perchè questo modo di intendere i rapporti politici non porta da nessuna parte che non sia la fine affrettata dell'esperienza amministrativa.
Poichè ciò, al pari della ingovernabilità, sarebbe una ulteriore sciagura per il comune di Pachino, è necessario che tutti i soggetti, sia politici che istituzionali, si rendano conto che la vecchia politica dell'imposizione o dello " sfruculiamiento", non risponde positivamente alla stabilità dei rapporti politici ed al perdurare della gestione della cosa pubblica nell'interesse dei cittadini

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